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Mazzoli e la favola surreale della reunion Pd Vt

Mazzoli e la favola surreale della reunion Pd Vt

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L’ex presidente della provincia Mazzoli lo conosciamo bene, è un eterno ragazzo dai modi affabili non avaro di simpatia: sulle sue uscite, però, c’è da dire che di questi tempi sono talmente sporadiche che quando ci sono quasi non ti sembra vero: ed in effetti un po’ surreale è sembrata la proposta di Mazzoli, di lavorare ad una reunion immediata del pd tra sinistra e cattolici democratici, fuoriusciti dal partito prima delle comunali.

Un progetto che al momento sembra irrealizzabile, viste le posizioni distantissime esistenti tra le due correnti, i rapporti spesso pessimi esistenti e il monopolio panunziano instaurato da anni che non ha mai previsto un dibattito ed un confronto interni che fossero davvero tali; questo Mazzoli lo sa benissimo, tanto è vero che sta cercando di porvi rimedio, ma il tentativo pare onestamente velleitario e tardivo.

La cosiddetta sinistra pd, più che cercare intese all’interno del partito, ha preferito fare asse con pentastellati e filipporossiani, ed ora la ricomposizione appare più che complicata, onirica.

Per la correttezza va detto che Mazzoli è sempre stato, anche in questi mesi, uno che ha  creduto che l’unica soluzione fosse ricompattare il pd, siamo sicuri che lo pensi a tutt’oggi sinceramente, anche se il beau geste non si riesce proprio a comprendere a cosa approderà.

Però che l’ex parlamentare frusinate marchi la distanza nettamente  dal pensiero unico panunziano (molto meno “vangelo” di un tempo anche tra gli stessi adepti) lascia chiaramente intendere che ormai anche a Roma si cominciano a contare i danni della monocrazia canepinese.

(pasquale bottone)

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