28 Gennaio 2023

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Mafia e lavoro: “La mentalità mafiosa l’ho vista in faccia”, la storia di L.P, commessa ventottenne viterbese costretta a lasciare la sua città

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“Per cortesia non diffondete le mie generalità, non ho paura di nessuno, ma preferisco l’anonimato, Viterbo è un ambiente un po’ a sè”; L.P. è una ragazza di 28 anni che da qualche mese ha lasciato la sua città senza alcuna nostalgia.

La sua è una storia di lavoro nero, malpagato che fa riflettere: “Quando feci il colloquio per un posto di commessa in un’attività commerciale che apriva contemporaneamente ad un’altra decina al centro, sembrava tutto a posto. Sei ore al giorno, 800 euro al mese più contributi. Ma appena cominciato il lavoro mi accorsi subito che gli impegni non sarebbero stati rispettati”.

“Innanzitutto i turni erano di 8-10 ore, la domenica mezza giornata minimo e il sabato sera prima delle 9 non andavo a casa. Restai molto sorpresa, ma sulle prime non protestai più di tanto, anche perchè avrei dovuto firmare il contratto dopo un mese di prova: ma ciò non avverrà mai”.

“Più li cercavo più i proprietari del negozio si negavano a me e alla fine del secondo mese, a quindici giorni dalla data concordata, nessuno stipendio. Avevo solo ricevuto un anticipo di 300 euro il primo mese, poi nulla”. “So bene- riflette L.P.- cosa è la mentalità mafiosa, tu fai sentire la tua voce e nessuno ti ascolta, hai lavorato e non vuoi perdere i soldi onestamente guadagnati, ma vai avanti e la situazione non cambia. Un altro anticipo, al quarto mese percepii lo stipendio intero del primo e parte del secondo, una umiliazione.

Fu a quel punto che dissi ai miei datori di lavoro che avrei denunciato la cosa ai sindacati, ma mi fu risposto che il loro avvocato a Viterbo era imbattibile e che comunque chi denuncia è un infame”. “Al sesto mese, in ritardo di tre mensilità decisi di andare via e mi disposi ad una causa di lavoro, che a tutt’oggi non sono riuscito a fare perchè la società non risulta più esistente, probabilmente fallita. Sono questi i casi in cui la mentalità mafiosa la vedi in faccia e lasci perdere, preferisci cambiare aria: per fortuna ho trovato lavoro a Brescia, sto bene e mi pagano 1200 euro ogni mese con puntualità, sinceramente non tornerei indietro”, conclude L.P. convinta.

(g.l.)

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