28 Gennaio 2023

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

Londra, 25enne italiano in coma dopo una lite fuori da un pub

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Aggredito fuori da un pub di Londra. Massacrato a cazzotti e lasciato per terra sul retro del locale. È il dramma di Marco Pannone, 25 anni, originario di Fondi in provincia di Latina, che sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva del King’s College Hospital dove è stato ricoverato e operato d’urgenza con l’asportazione di una parte della calotta cranica nel disperato tentativo di salvarlo. Ora è in stato di coma. Lo scrive Leggo.

È avvolto dal mistero quello che è accaduto nella notte tra venerdì e sabato a Brixton, quartiere nella zona sud ovest della City.
La famiglia in Italia è stata avvisata sabato mattina, intorno alle 10, su Facebook da un amico del ragazzo; un messaggio scioccante arrivato sul profilo della sorella maggiore dove si diceva solamente che Marco era stato aggredito, che era stato portato in ospedale e stava molto male.

Sia la sorella e sia i genitori non avevano il passaporto pronto. Così il primo a partire per l’Inghilterra è stato uno zio, chef nella Capitale. «Appena atterrato sono andato in ospedale – racconta Massimiliano con la voce rotta dal pianto -. Una dottoressa gentile mi ha spiegato che le condizioni di Marco sono molto gravi. Che è arrivato in condizioni disperate e hanno dovuto asportare una parte di calotta cranica per cercare di ridurre la pressione e salvargli la vita». Ma qui finiscono le informazioni. I parenti di Marco (ieri sono atterrati all’aeroporto di Gatwick anche i genitori) non riescono a sapere nulla.

«Al Consolato non sapevano nulla dell’accaduto, gliel’ho comunicato io – dice ancora Massimiliano – Anche dalla polizia londinese quasi nessuna informazione. L’agente che si occupa del caso è andato in ferie, mi ha lasciato la mail di un collega e il numero di registrazione del crimine».

«Non riusciamo ad avere informazioni, è assurdo – dice lo zio – Possibile che non ci fossero telecamere dentro o fuori il locale?». E ancora: «Perché nessuno ci aiuta? Siamo stati completamente abbandonati anche dalle istituzioni italiane. Abbiamo chiesto aiuto al Consolato, anche un interprete perché non parliamo la lingua. Hanno preso i nostri dati e poi mi hanno mandato una mail dicendo che non avevano personale disponibile e quindi di rivolgerci alla polizia inglese». (ilmattino.it).

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