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Lettera a Frontini: “Per la cultura ricominci da zero”

Lettera a Frontini: “Per la cultura ricominci da zero”

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Cara Sindaca Chiara Frontini,

stimolati (in senso negativo) dalle ultime notizie sull’eterno ritorno in città della famigerata (per i creditori, gli elettori e i viterbesi tutti) “Caffeina Cultura (sic)” di Filippo Rossi, Giacomo Barelli & Andrea Baffo (quest’ultimo dipendente dell’amministrazione comunale: quando ha tempo, magari chieda a un avvocato, tra gli eletti nelle sue liste ce ne sono di bravi, se l’essere tra gli ideatori di una manifestazione finanziata anche dal comune nel suo caso non configuri un’incompatibilità o un conflitto di interessi), ci permettiamo, non essendo state ancora assegnate le varie deleghe assessorili, di chiedere direttamente a Lei quale sarà la politica culturale della nuova amministrazione.

Abbiamo letto le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi riguardo a un festival culturale che dovrebbe avere luogo negli stessi giorni della festa (con annesso trasporto della celebre macchina) di Santa Rosa. Un’idea indubbiamente originale e interessante su cui crediamo bisognerà ritornare a breve con più calma.

Ma al di là delle proposte di Sgarbi, assessore in pectore alla Bellezza, e di quelle che avanzerà l’assessore alla Cultura designato (Alfonso Antoniozzi, a quanto sembra), prima di tutto vorremmo sapere da Lei quale sarà l’impostazione che, nel suo ruolo di primo cittadino, darà alle politiche culturali di questa città.

In continuità o in rottura con un passato, anche recente, che ha portato al trionfo del così detto marchettificio, delle convenzioni, degli automatismi, dei bandi su misura e della discutibile commistione tra cultura e politica (vedi lo scandaloso caso del Caffeina Party)?

Vedremo nei prossimi giorni e nei prossimi mesi il centro storico di Viterbo sfregiato e invaso da osceni manufatti in stile country-western o da casoni, casupole, casette, bancarelle e piramidi in stile (pseudo) natalizio? E, per giunta, senza che sia pagato al comune un solo centesimo che sia uno di tasse?

La rottura con un passato “culturale” per niente glorioso (se non per chi con la “cultura” ha mangiato e mangia, lasciando però sempre a digiuno “volontari”, avventizi e fornitori) passa da scelte che, soprattutto in un campo come questo, devono essere obbligatoriamente drastiche.

Se possiamo permetterci di darLe un consiglio, cara Sindaca Chiara Frontini, l’amministrazione comunale d’ora in poi farebbe bene a finanziare e supportare i festival e le manifestazioni culturali in base alla bontà dei progetti e non in virtù delle posizioni acquisite (talvolta non per meriti, ma per vicinanza politica o di clan).

Ricominciare da zero. Una sfida impegnativa per tutti: amministrazione comunale e operatori culturali.

Cordiali saluti

(Cittapaese)

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