2 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Lazio, “Zingarettonia”: Pd e M5s, è ancora folle amore

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Qui c’è una maggioranza larga, fondata su un programma, che sta lavorando tutti i giorni per rispettare quel programma e cambiare il Lazio”. A dirlo è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a margine della conferenza stampa sul piano energetico per il Lazio, dove – nonostante la rottura del patto con i Cinque Stelle a livello nazionale – si è seduto senza imbarazzi accanto all’assessora grillina alla Transizione ecologica Roberta Lombardi. Il “campo largo” tanto auspicato da Enrico Letta, che alle prossime politiche del 25 settembre non vedrà il M5S tra le forze alleate, potrebbe invece reggere alle elezioni regionali che con ogni probabilità (ma le tempistiche attendono conferma) si terranno il prossimo gennaio.

Zingaretti non parla al futuro. Dice, “andremo avanti fino alla fine di questa esperienza con la missione di rispettare il patto preso con i cittadini e le cittadine”. Ma i pentastellati stanno lavorando per proseguire l’esperienze anche alle prossime urne, come più volte dichiarato seppur non esplicitamente dall’assessora Lombardi. E il candidato del “campo largo”, che difficilmente verrà selezionato tramite le primarie per mancanza di tempo, potrebbe essere a questo punto Daniele Leodori, il vice di Zingaretti, da sempre volto del dialogo proprio con i pentastellati. “La crisi nazionale non va sottovalutata – prosegue ancora il governatore – i motivi li conosciamo, ma non bisogna scaricare quella crisi sul lavoro che sta facendo un’alleanza regionale larga, unita, con i Cinque Stelle, Azione e Italia Viva. Noi siamo soprattutto da contenuti e da un programma, ed è un nostro dovere rispettarlo perché così si aiuta la nostra comunità”.

Due elezioni dal destino intrecciato quelle politiche e regionali. Nicola Zingaretti infatti si candiderà – salvo sorprese – al Senato. E darà le sue dimissioni da presidente ad elezioni avvenute. Da quel momento, secondo la normativa, dovranno passare 90 giorni dal voto. Si andrà quindi, con ogni probabilità, al mese di gennaio 2023.

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