Home Politica La nota, Viterbo-Comune, consiglio sulla crisi: caro Arena, il sindaco di tutti quando serve non si nasconde, c’è e partecipa
La nota,  Viterbo-Comune, consiglio sulla crisi: caro Arena, il sindaco di tutti quando serve non si nasconde, c’è e partecipa

La nota, Viterbo-Comune, consiglio sulla crisi: caro Arena, il sindaco di tutti quando serve non si nasconde, c’è e partecipa

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Arena già mostrò di non gradire il consiglio comunale sulla mafia, ora addirittura, a quanto lui stesso ha scritto sulla sua pagina fb (bulimia social improvvisa ed esagerata la sua) è intenzionato a non partecipare al consiglio comunale sulla crisi voluto fortemente da tutte le forze politiche.

Si dice preoccupato dell’approvazione del bilancio, ma sottraendosi al confronto in aula potrebbe anche ritardarne l’approvazione, inasprendo l’animo degli alleati più riottosi.

E poi i problemi non si risolvono non partecipando e questa maggioranza è già abbastanza sfilacciata per poter subire nuovi contrasti e nuove polemiche interne.

Arena una soluzione l’avrebbe avuta per risolvere tutto, stigmatizzare le transumanze revocando le deleghe ai transfughi Nunzi e Ubertini, la polemica tra Lega e Fdi non avrebbe avuto più ragione di esistere, un azzeramento parziale che poteva essere impossibile da rigettare sia per Fusco che per Bianchini.

Ma Arena si gingilla, si distrae con i selfie e perde la bussola fino a puntare i piedi sterilmente, come nel caso della sua mancata partecipazione al consiglio di giovedì.

Se crisi c’è i cittadini hanno diritto ad assistere ad una pubblica assemblea in cui se ne discutano le ragioni, i giochetti della politica di palazzo non servono a nessuno e probabilmente nemmeno a chi li mette in atto.

Il sindaco Arena, quindi, mostri sensibilità istituzionale e rispetto nei confronti dei capigruppo che l’hanno voluto, partecipi al consiglio e spieghi chiaramente alla cittadinanza quali problemi la sua giunta ha da risolvere.

Non scelga assenze controproducenti che potrebbero far ipotizzare mille cose, anche una sua mancata libertà di movimento.

Segua la scia della sua immagine social, si offra, ma non solo a carinissime vecchiette ultracentenarie, ma anche a meno sorridenti e nervosi consiglieri comunali, dovrebbe essere il sindaco di tutti e il sindaco di tutti quando è necessario ci sia, c’è, non si nasconde.

(p.b.)

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