1 Dicembre 2022

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

La nota, Viterbo, città inflessibile con i deboli e genuflessa con i forti dove i veri “delinquenti” vestono in “giacca e cravatta”

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Sono giorni ormai che a Viterbo è scoppiata la guerra dei ricchi contro i poveri che è da sempre una caratteristica della città: l’importante è che l’attenzione sia sempre puntata sui delinquentucoli, sui poveri cristi, su chiunque sia in difficoltà e non appartenga al giro che conta: in tal caso i giornali locali saranno pronti a sparare il loro nome in prima pagina, per non vedere scomparire le generose mazzette dei soliti noti.

Questa è Viterbo, la città delle apparenze, dove tutti sono prepotenti e severissimi con i deboli e indulgenti con i potenti: il sistema è fondato su familismi, piccole e grandi corruzioni, scambi di favore ai limiti della legalità, nepotismi da voltastomaco e così deve restare: chiunque venga inviato anche come “controllore” in questa città lo sa già in partenza, deve svolgere il suo ruolo in maniera soft perchè nulla deve cambiare: i delinquenti, quelli veri, in giacca. cravatta e foulard devono avere la maggiore area d’azione possibile, sui loro comportamenti va messa la totale sordina e la loro impunità non va discussa come un dogma.

I cittadini onesti  e seri, invece,  difficilmente avranno modo di mostrare il loro  talento, saranno soppiantati dal primo figlio di papà che vorrà il loro posto.

E nessuno si ribellerà, nessuno protesterà perchè gli equilibri sono quelli, nessuno potrà discuterli: anche se tutto ciò porta la città ad una lenta e agonizzante morte, fa salire solo il livello dello scontro sociale che resta silenzioso, non svelato, se ai “signori della città” non conviene un momento di tensione per ipocriti appelli giustizialisti.

Viterbo è una città classista, iniqua e reazionaria dentro, difficile che possa cambiare se i tanti delinquenti in giacca e cravatta che la popolano non saranno fermati, solo una  rivoluzionaria stagione di “mani pulite” potrebbe salvarla dall’immoralità che la pervade: qui la questione etica non esiste,   spazio alle facce di bronzo e ai venditori del nulla, è il loro incontrastato regno.

(pasquale bottone)

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