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La nota, un candidato liberal da opporre a Panunzi

La nota, un candidato liberal da opporre a Panunzi

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Se come sembra il pd proporrà Panunzi come candidato per le prossime politiche, potrebbe venirsi a creare anche per quello che riguarda la rappresentanza della Tuscia in parlamento un gruppo di potere padronale pericoloso per il pluralismo democratico e per lo stesso confronto tra il territorio e le istituzioni.

Panunzi ha sdoganato il peggio del dirigismo vetero-comuinista, lo ha tinto di caratteri autoritari basati sul (suo) culto della personalità e ha puntato su atteggiamenti clientelari, favori e regalie per tenere insieme il banco: creando un clima di terrore tra dipendenti pubblici costretti a seguire la linea politica di un capo autoinvestitosi tale anche per loro.

E’ chiaro che i moderati, i liberal, i progressisti pragmatici, i centristi democratici non possono ritrovarsi in una politica personalistica e periferica nei modi, sgrammaticata rispetto ad un sano, moderno ed europeo riformismo.

Per questo la Viterbo democratica che non si sente rappresentata da un pd sempre più chiuso in se stesso, oligarchico e lontano dalla società, c’è assoluta necessità si opponga a questa deriva autoritaria con un suo candidato che rappresenti una vasta area non allineata all’ex campo largo del cosiddetto centrosinistra qui comprendente in pratica anche Azione di Calenda per l’ennesima anomalia viterbese.

La vittoria schiacciante della Frontini alle scorse comunali ha dimostrato che le aree militarizzate dai partiti tradizionali sono sempre più esigue e che gli spazi di manovra non mancano: potrebbe essere la stessa Frontini a favorire una aggregazione alternativa sia al sovranismo sia al Pd e ci sembra che abbia tutti i numeri per crearla.

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