Home Politica La nota, Pd, gli iscritti scelgono Luisa Ciambella, ma le risse interne continuano: il ruolo centrale di un “pacificatore” civico
La nota, Pd, gli iscritti scelgono Luisa Ciambella, ma le risse interne continuano: il ruolo centrale di un “pacificatore” civico

La nota, Pd, gli iscritti scelgono Luisa Ciambella, ma le risse interne continuano: il ruolo centrale di un “pacificatore” civico

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Ancora una volta il Pd si spacca: la maggioranza degli iscritti sceglie Luisa Ciambella come candidato sindaco, la minoranza abbandona la direzione per i metodi “impositori” adottati dalla suddetta maggioranza.

Tra i democrats la confusione regna sovrana come le questioni di principio, alla fine le carte si confondono, l’impressione è che abbiano tutti ragione e tutti torto.

Certo nessuno fa niente per evitare lo scontro e per anteporre a tutto l’urgenza “comunali”: chi tira la corda di qua, chi di là e ogni volta che succede una cosa del genere il centrodestra guadagna punti in percentuale, pur essendo già in vantaggio nettamente nelle previsioni.

La prima preoccupazione del Pd dovrebbe essere quella di evitare una waterloo che lascerebbe il csx all’opposizione minimo per un paio di lustri: entrambi i candidati espressi da minoranza e maggioranza del partito meritavano di essere scelti.

Nessuno d’altronde potrebbe avere nulla da ridire sulle legittime aspirazioni a diventare primo cittadino di un Francesco Serra, professionista serie e uomo di specchiata affidabilità: come nessun altro potrebbe giudicare inopportune le ambizioni della più giovane Ciambella, amministratrice infaticabile e trasparente, sempre disposta ad esporsi pubblicamente, anche nelle occasioni più critiche (vedi neve).

L’uno e l’altro, però, devono tenere nella dovuta considerazione che il marchio Pd, in questo momento, per un insieme di questioni che avrebbero bisogno di un elenco troppo lungo, non gode di grande popolarità sia a livello nazionale che locale e che potrebbe essere più conveniente scegliere per la prima linea un candidato moderato dell’area civica che sarebbe in grado di attrarre molti più consensi (anche per l’odio, talvolta esagerato che c’è nei confronti dei partiti al momento, ma tant’e…).

E l’unico che potrebbe farsi garante di una operazione del genere al momento sembra essere il sindaco a fine mandato Michelini che d’altronde già è riuscito una volta a mettere tutti insieme e a vincere nel 2013 ottenendo il 13% con la sua lista, 4000 voti.

Invece di perdere tempo in scontri fratricidi non potrebbe essere più utile affidarsi ad un nome che ha già vinto e potrebbe proporre un suo erede di provata fiducia come primo cittadino? In ogni caso un tentativo mirato del genere non sarebbe di sicuro tempo perso viste le previsioni che girano e una sconfitta che qualcuno definisce annunciata al momento: certo primum porre fine alle risse, anche perchè sinceramente non divertono più nessuno.

(pasquale bottone)

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