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KO Pd comunali, il silenzio di Francesco Serra

KO Pd comunali, il silenzio di Francesco Serra

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Sono passati 10 giorni dal terribile Ko comunale subito dal Pd e dal “campo stretto” con calendani  e pentatellati, ma ancora non si levano voci dagli ambienti piddini: qualche breve dichiarazione della Troncarelli, qualche noioso battibecco con Fdi, ma nessun intervento ufficiale, nessun pubblico esame del voto.

Non ci sarebbe nulla di strano se parlassimo di una famiglia che gioca, vince e perde a Monopoli con gli ospiti invitati a cena, ma risulta incomprensibile per un partito che non ha solo organigrammi, ma è fondato sugli elettori che invece continuano ad essere completamente ignorati.

Va bene che il pd non ha più radicamento popolare sul territorio, è il partito delle promesse di finanziamento regionale da qualche anno, quasi fossero un programma di governo o una ideologia, ma quei pochi votanti democrat alle comunali, che pur sempre un 10% sono stati, a qualche spiegazione avrebbero diritto.

Eppure ad aprile  fu nominato Francesco Serra coordinatore comunale proprio in vista delle elezioni, almeno lui qualcosa dovrebbe dirla: invece tace, come tutti gli altri, bisogna capire allora perchè lo hanno nominato frontman sul territorio se poi lo tengono lì senza esporlo.

Nel Pd di Panunzi sono tante le cose che non si capiscono, la fissazione per Alvaro Ricci, la completa messa in disparte della segretaria provinciale Manuela Benedetti che ogni tanto firma qualche comunicato e poi si dissolve nel nulla, la scomparsa dal panorama cittadino di Alessandro Mazzoli, la sbandierata valorizzazione delle donne lasciate poi, tranne alcuni casi, piuttosto sole e minoritarie, a parte quel che lascia intendere ciò che appare.

Un partito controllato, tenuto a freno, senza dibattito interno, chiuso in se stesso, che va avanti e si spegne in un massacro elettorale per ordini di scuderia.

Il coordinatore Serra potrebbe spiegarci qualcosa, o almeno perchè ha accettato l’incarico e dopo la batosta elettorale non lo ha ancora rimesso nelle mani di Panunzi.

 

(pb)

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