28 Novembre 2022

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

Interventi: l’odiosa violenza su donne e bambini e le libertà personali minacciate

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Recentissimi fatti di cronaca informano della morte di un bambino di sette anni ucciso a mani nude a Cardito, nel Napoletano. La sorellina della vittima ha riportato gravi lesioni ma sembra sia stata in grado di descrivere la scena indicando il compagno della madre come responsabile della inenarrabile tragedia.
Questo è, purtroppo, solo l’ultimo caso di violenza praticata su minori; violenza nella quale sono spesso coinvolte anche donne/uomini di ogni età: c’è una lista infinita di persone uccise a causa della rabbia o della gelosia, o del vedere ma non voler comprendere che gli esseri viventi non sono delle proprietà. Non lo sono i bambini anche se nascono e crescono in una famiglia; non lo sono le fidanzate, le mogli, le amanti, le madri; e non lo sono i padri, i mariti, gli amanti, i fidanzati e, voglio aggiungere, non lo sono gli immigrati che innanzitutto sono persone anche loro.

La velocissima diffusione di notizie ci permette in questa epoca di venire a conoscenza di fatti che probabilmente nel passato rimanevano occulti e finivano così…senza neanche che la gente sapesse cosa troppo spesso succedeva tra le “mura domestiche”. Mi domando se ancora oggi, nonostante la falsa modernità che tutti pensiamo di vivere, in realtà, un retaggio culturale ancora ancorato a vecchi sistemi non comporti lo sviluppo di una rabbia pericolosa latente e pronta ad esplodere ogni volta che un essere umano provi a cercare la propria dimensione in qualcosa che esula dall’abitudine.

Mentre molti uomini non hanno fatto ancora i conti con l’emancipazione femminile, molte donne non hanno ancora capito che questi uomini non potranno dal canto loro, accettare “le novità” fino a quando queste compagne non smetteranno di dirsi indipendenti per poi farsi portare il peso delle buste dello shopping, bottiglie di acqua compresa. Torna in mente una citazione, da un romanzo di Diego de Silva: “…era la contentezza che andava interpellata in quel momento. Non la responsabilità, l’impegno, la dedizione, la ricchezza e la povertà, la salute e la malattia, quelle categorie così grevi e giuridiche. Essere contenti, è questo che conta quando ci si sposa”.

O quando si decide di conoscere qualcuno che ci sembra maturo e intelligente al punto giusto… tanto da saper amare con amore. Certo, chi può dirci se stiamo frequentando un futuro assassino che farà violenza su chi dice di amare o se invece è soltanto qualcuno che ha creduto di comprare una vita per poi giocarci?

Immagino un gladiatore, in mezzo a una invisibile folla rumorosa; è nell’arena, c’è terra, polvere e un sofferto silenzio. Lui è lì, vestito da combattente ma qualcuno gli ha legato le mani dietro la schiena, come una sfida, una privata vendetta. Figure non ben identificate… gettano terra sul volto del guerriero che cerca di cantare, ma la polvere lo soffoca. Però, all’improvviso, esattamente come quel gladiatore (infine vittorioso), in quel povero teatro di dolore, tutte le vittime di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica…, riescono a liberarsi rompendo la corda che tiene le loro mani imbrigliate, a pulirsi gli occhi pieni di sabbia e a vedere chiaro. A salvarsi, insomma.
A ogni gladiatore auguro di voler cercare e trovare una via lontano da ogni forma di violenza, sofferenza e costrizione o ricatto. È vero, caro Papa Francesco, “il sesso non è un mostro” ma forse prima di parlare di questo- e mi perdoni, lasciamo che lo facciano degli esperti, ne abbiamo di strada da fare. Perché non cominciamo a parlare di Libertà e del valore che questa definizione ha/avrebbe in ogni singola vita?

Barbara Bruni

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