3 Dicembre 2022

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Interventi: “Donne, oltre le gambe c’è di più”, l’intelletto al servizio del femminile

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La Donna intelligente, gode di sapere di non avere limiti, e conta su questa determinata caratteristica, che la contraddistingue da molte altre. L’intelligenza la rende diversa e praticamente unica, garantendole un plus di attrazione nei confronti degli uomini. Ma c’è un però, secondo alcuni ricercatori dell’Università di Buffalo, altri dell’ università Luterana in California e alcuni studiosi del Texas, (USA), dichiarano unitamente, che gli uomini si sentono più intimiditi di fronte a una donna illuminata. Sorge a questo punto la domanda: Meglio oche? Chissà? Per alcuni aspetti forse si, ma rispetto ad una folgorante carriera, no di certo!. Le donne a volte sono veramente speciali: intrepide, passionali, “pasionarie”, belle, ribelli, seducenti, amanti del pericolo e dell’avventura, e per questi loro attributi, sono state arruolate dai Governi come spie, agenti del controspionaggio, membri della Resistenza durante la prima e la seconda guerra mondiale. Femmine con licenza di uccidere, “Bond Girls” del tempo che fu. Il fascino e’ sempre stato l’arma più usata meglio di un mitragliatore, contro uomini potenti e decisionisti, Stati e agenti nemici. Ci chiediamo il motivo della una scelta di mestiere tanto pericoloso? Il movente per ognuna è sempre tra i più svariati, ma soprattutto personalissimo. Tradivano per i propri fini, per passione, per denaro o anche per amore, certo! per amore, quel faro che continua a far girare il mondo con algoritmi impazziti. “Assassine,” lo si diventa per scopi molto precisi e individuali.

Alcune di loro sono note a tutti, Mata Hari ad esempio, o Gertrude Bell. La prima sospettata di essere una spia dai servizi segreti Francesi, anche se viene ricordata maggiormente come una leggenda del ballo, la seconda, di professione archeologa, politica e scrittrice, chiamata anche la “Regina del deserto”,ma meglio definita come agente segreto dei servizi Britannici. Fu l’unica donna “eletta” al fianco di Winston Churchill, invitata a partecipare alla fondazione degli stati di “Transgiordania e Iraq”, presso la conferenza del Cairo nel 1921. Belle, fatali, seducenti, alcune anche di buon carattere, altre cattivissime e diaboliche. In seguito, saranno tutte giudicate dalla storia per gli accadimenti che hanno provocato. Alcune morirono perchè credevano nella loro causa, altre dopo aver conclusa la loro missione, ben poche di vecchiaia o di morte naturale. Molte uccise perchè scoperte intente a vendere informazioni proibite, altre per mano di amanti delusi e vendicativi.

La realtà, sulle loro vite, supera di gran lunga, qualsiasi forma di fantasia, qualunque sceneggiatura scritta con maestria, e venendo a patti con il passato, possiamo scoprire che le migliori spie, sono state e rimangono le “Veneri”. L’intelletto al servizio del femminile, in binomio con personalità di spicco, unito all’amore per la Patria e ad un alto senso dell’onore, ha portato alcune di loro, a compiere imprese impossibili per qualunque uomo. Se volessimo addentrarci con la curiosità sulla tematica, potremmo inciampare in un nome noto nell’arte della conquista amorosa, con spiccate capacità diplomatiche, nella figura di Marlene Dietrich. Si! “L’Angelo Azzurro,”l’ammaliante diva tedesca che ottenne grandi risultati con il suo sharme, risolvendo degnamente questioni assolutamente essenziali e spinose per il governo Americano, fornendo un ottimo supporto di contrasto ad alcune attività sovversive presenti nell’esercito degli USA. Anche se nella black list delle spie, lei fu una di quelle dal passo felpato, tra quelle che non lasciano tracce sul pavimento, ma solo sul palcoscenico. Programmò e si esibì per raggiungere il suo scopo, durante una serie di spettacoli, tenuti per i soldati al fronte nel 1944.

Isabella Maria Boyd, o meglio”Belle Boyd”, si cimentò ardentemente durante la Guerra civile Americana a fornire informazioni molto riservate e vitali ai Confederati. Donne da Show, o da showbusinnes, altolocate dello spionaggio, incarnavano magnificamente ogni ruolo, sovrapponendolo ad altri. Si aggiunse il nome di “Fräulein Doktor”, la donna misteriosa per eccellenza, di lei non si seppe mai neppure il vero nome, agì sempre sotto una copertura invidiabile . Fu al servizio del governo Tedesco durante la Prima Guerra Mondiale, svolse il suo compito in maniera ineccepibile, con risultati eclatanti. Un’altra icona di bellezza americana, fu Amy Elizabeth Thorpe, nome in codice “Cynthia”, reclutata dai Servizi segreti Britannici, per contrastare quel fenomeno oscuro del Nazismo.

Nell’elenco delle donne “spia” più coraggiose, spicca anche il nome dell’ ‘Italiana “Luisa Zeni,” nata in Trentino nel 1896, ottima bilingue, fu essenziale collaboratrice dei servizi segreti Italiani, durante il primo conflitto mondiale, e si impegnò a fondo nel fornire informazioni riservate sull’esercito Austriaco, Anche oggi, nel nostro presente, entrare a far parte dei servizi segreti per la sicurezza nazionale, rimane un obiettivo valido per molte giovani ragazze. Il pericolo può diventare un mestiere, e la storia passata ce lo insegna. Molte di loro hanno comunque acceso l’entusiasmo di generazioni future, essere una 007 oggi, potrebbe diventare la sfida per eguagliare il genere maschile in una professione pericolosa, che visti i trascorsi, e dati alla mano, potrebbe essere idonea più per il genere femminile che per quello maschile.

Che importa se le materie scientifiche e i ruoli di responsabilità nel settore, sono principalmente occupati dai maschi! ( si può dire che importa… vero? lo dicono i nostri ministri..) Altrimenti che valenza avrebbe, quando qualcuno asserisse che la voce degli uomini è piu’ armoniosa e melodiosa di quella dell’altra parte della luna, Fatto sta, che è stato decretato, la miglior “Spia..” è donna! Fidatevi!

Maria Grazia Vannini

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