Home Politica Grillismo terminale contro Frontini e Sgarbi
Grillismo terminale contro Frontini e Sgarbi

Grillismo terminale contro Frontini e Sgarbi

257
0

Questa volta Chiara Frontini, di solito dotata di una certa prontezza di riflessi, si è un po’ distratta.

E non si è immediatamente accorta delle insidie contenute nella domanda-trabocchetto che i soliti noti le hanno rivolto.

In un rigurgito terminale di grillismo, i soliti noti hanno infatti preteso che le due candidate al ballottaggio si dichiarassero a favore di una specie di (iperdemagogico) manifesto del buon governo stra-local.

Uno dei punti qualificanti di questo manifesto, che onestamente non ci sembra abbia la stessa autorevolezza di quello del Partito Comunista, del Futurismo o di Ventotene, prevede che tra gli assessori designati non siano presenti “pregiudicati”.

Siccome è noto a tutti che, in caso di vittoria al ballottaggio di Chiara Frontini, Vittorio Sgarbi sarà proclamato assessore alla Bellezza, ed è altrettanto noto a tutti che il critico d’arte, polemista e parlamentare ha a suo carico una serie di condanne, assoluzioni e prescrizioni per vari reati (diffamazione e ingiuria i più ricorrenti), ecco servita la polpetta avvelenata.

Chiara Frontini, affermando in un’intervista che lei non avrà “nessun pregiudicato in giunta, mi pare il minimo”, a nostro parere ha un po’ sottovalutato, sicuramente per distrazione, l’uso strumentale che i soliti noti faranno della sua risposta.

Tecnicamente, Vittorio Sgarbi è infatti un “pregiudicato”.

Che poi le sue condanne siano dovute nella maggior parte dei casi a reati così detti di opinione, che i più grandi giuristi hanno sempre ritenuto più che discutibili, tecnicamente non è rilevante per gli epigoni stra-local del giustizialismo alla Marco Travaglio.

Lo status di “pregiudicato” non ha però impedito a Vittorio Sgarbi di rivestire da un trentennio la carica di deputato, lavorare in televisione, pubblicare decine di libri, scrivere sui giornali e ricoprire incarichi pubblici nazionali (sottosegretario) e locali (sindaco e assessore).

Senza contare che tecnicamente un “pregiudicato” è un cittadino che ha scontato la sua pena, che ha definitivamente estinto il suo debito con lo Stato. Vale per l’ignoto cittadino come vale per il celebre Vittorio Sgarbi.

Il “fine pena mai”, per chi non lo sapesse, riguarda solo gli ergastolani, per tutti gli altri giustamente vige il principio della riabilitazione. Ma questo i forcaioli travaglieschi fanno finta di non saperlo.

Solo a Viterbo, a quanto sembra, il “pregiudicato” Vittorio Sgarbi sarà bollato come “criminale irredimibile” e “persona non gradita”.

E poi da chi, dalle leggi dello Stato italiano? No: dai soliti noti. “Ma mi faccia il piacere!”, tanto per citare lo spregiudicato Totò.

(Mario Correnti)

foto la tua etruria.it

(257)