28 Novembre 2022

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

Far west e potere: Santa Rosa in un clima di odio e paura, per Viterbo un 3 settembre da incubo

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Non capisco come un giornalista di valore come Marco Bechis, di levatura ben nota e nazionale, abbia potuto dare piena credibilità al Matteucci di Viterbo Civica, eterno-prepolitico in attesa di candidatura per il futuro che sembra personaggio simbolo di una Viterbo “rionale” e diffidente che finge movimentismo per portare acqua al sistema immutabile dei soliti noti,

Un “uomo del dialogo” che l’altro ieri è andato al campo del Pilastro ad intervistare dei bambini unicamente per tirar fuori loro  parole di fuoco contro i ventenni immigrati che li avrebbero minacciati e costretti ad andare via.

Tutto pensato, tutto calcolato, la sortita di Matteucci, da brivido a vedere il video, segue quella indimenticabile di Mauro “The Sheriff” Rotelli e del suo fido Paolo “Kidchef” Bianchini  che l’altra sera pensava di girare un action movie de noiantri al Pilastro, dimenticando di essere un deputato della Repubblica Italiana e non altro.

Un disegno razzista che serve  a nascondere i problemi reali di Viterbo, il lavoro, la  disoccupazione, la mondezza  diffusa, il nepotismo, il  familismo amorale,  che bloccano lo sviluppo della città: una scorciatoia penosa per gettare discredito sulla vetus urbs a livello nazionale e rassicurare i soliti noti che Viterbo ha preferito  il passato al futuro e non entrerà mai in Italia.

In queste ore abbiamo incontrato tanti viterbesi preoccupati per questo ridicolo far west e per il clima di paura che si respira in città: sì, la paura, quella che serve ad anestetizzare la popolazione e a rendere possibili anche le manovre più spregiudicate.

(Pasquale Bottone)

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