Home Politica D’Ubaldo, la sinistra che non sbaglia i congiuntivi
D’Ubaldo, la sinistra che non sbaglia i congiuntivi

D’Ubaldo, la sinistra che non sbaglia i congiuntivi

381
0

Di solito la sinistra storica passa per essere composta da politici un minimo ed anche più colti e di buone letture: questo ovviamente non avviene molto spesso a Viterbo, dove il pd, ad esempio, in consiglio comunale, era solito adoperare gesti e cadenze da bar sport di paese.

Per questo,  quando ho conosciuto Carlo D’Ubaldo, candidato sindaco della sinistra radicale o post-prc, come la vogliamo chiamare, sono rimasto favorevolmente impressionato: toni garbati, eloquio solido, una certa naturale finezza che veniva fuori dal personaggio in questione. Ed il piacere, per una volta, di non dover parlare in dialetto viterbese: il vernacolo è cosa fascinosa e interessante, ma quando diventa l’unico mezzo espressivo usato si fa soffocante, volgare.

D’Ubaldo è un impiegato delle poste da sempre, quando parla si capisce quel che dice e ha quel po’ di rispetto per la lingua italiana di cui gli siamo grati: poi forse ha condotto una campagna elettorale troppo soffice e culturalmente evoluta e non urlata  per potere attecchire in un contesto degradato e anacronistico come quello viterbese.

Però passerà alla storia per essere stato il rappresentante di una sinistra che non sbaglia i congiuntivi, di questo i pochi progressisti liberi rimasti senza clan e con qualche idea o ideale in testa gli renderanno merito almeno di qui al prossimo lustro.

(p.b.)

(381)