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Disastro conteggi, importante non chiamarsi Bruno

Disastro conteggi, importante non chiamarsi Bruno

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A una settimana esatta dal voto, non è ancora chiaro se il computo delle preferenze ottenute dai vari candidati alle elezioni comunali di Viterbo sia definitivo o provvisorio.

Qualche organo di informazione ha scritto che le uniche preferenze certe e certificate sono quelle riferite alle liste Sinistra per Viterbo e Giovanni Scuderi sindaco.

Le preferenze inerenti tutte le altre liste, sempre a quanto si legge, potrebbero essere suscettibili di variazioni.

Per esempio, non è ancora chiaro quante preferenze abbia preso, e se quindi siederà o meno nella Sala d’Ercole, il rapper Massimiliano Urbani (in arte Mammo Rappo). Una tale incertezza ha comprensibilmente gettato nella disperazione più profonda fan, politici e giornalisti.

Rap a parte, ve lo immaginate cosa sarebbe successo se il prefetto di Viterbo fosse ancora Giovanni Bruno?

Subito sarebbe partita una rovente campagna di stampa contro il prefetto, sarebbero volati immediatamente epiteti come incapace, inetto, indegno, eccetera.

Qualche sgrammaticato editorialista ne avrebbe chiesto le dimissioni, tutti i più grandi giureconsulti stra-local avrebbero rilasciato urticanti interviste, qualche parlamentare avrebbe interrogato il ministro dell’Interno, eccetera.

E invece, forse perché l’attuale prefetto non si chiama Giovanni Bruno, non è successo assolutamente niente.

Si sono lette qua e là, è vero, indiscrezioni che attribuivano l’incredibile ritardo nel conteggio delle preferenze a questo o a quel problema, ma non abbiamo letto, neppure sul sito della prefettura, un comunicato ufficiale di Sua Eccellenza il Prefetto che chiarisse la situazione.

L’importanza di (non) chiamarsi Giovanni Bruno.

(Enrico Potter)

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