6 Dicembre 2022

cittapaese

Blog Giornale Quotidiano

Dal mondo: le spose dell’Isis e la loro voglia di tornare a casa

4 min read

Kashmiri demonstrators hold up a flag of the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) during a demonstration against Israeli military operations in Gaza, in downtown Srinagar on July 18, 2014. The death toll in Gaza hit 265 as Israel pressed a ground offensive on the 11th day of an assault aimed at stamping out rocket fire, medics said. AFP PHOTO/Tauseef MUSTAFA (Photo credit should read TAUSEEF MUSTAFA/AFP/Getty Images)

IS-ISIS-ISIL, comunque lo si chiami, richiama la parola “Terrore.” In qualunque contesto lo si pronunci, il nostro pensiero consapevole lo associa a decapitazioni, donne stuprate e schiavizzate, templi distrutti, odio e morte. Questo innominabile fenomeno è entrato nelle nostre vite dalla porta di servizio, silente ma estremamente violento, incontenibile e improvviso. Se osserviamo bene Isis, cioè lo stato Islamico, è il risultato di una storia lunga, con strategie ben pianificate allo scopo di ottenere la sottomissione di simboli o persone che non siano Musulmane, o in linea con gli obiettivi che questa corrente nera e impietosa si è prefissata.

Per ottenere ciò, ogni iniziativa infame è stata accolta dagli adepti della ferocia, con immenso favore, ottimizzando ogni mezzo illecito per accumulare denaro, fare proselitismo e pagare il terrorismo. Servendosi ad esempio del contrabbando più che redditizio di reperti archeologici. Questa azione è diventata una strategia di alta finanza, estremamente proficua, con resa immediata. I miliziani del gruppo Isis, hanno usato esplosivi e ruspe contro il patrimonio artistico dell’Iraq, Mosul, Hatra, Nimrud, poi si sono lanciati alla conquista del centro della Siria, riducendo in polvere la splendida Tadmor, innescando la miccia, collegata alla dinamite che ha raso al suolo una delle più belle e fiorenti città dell’antico Oriente. Poi è stata la volta dell’incrocio strategico, tra l’antica Persia e il mondo Greco- Romano, parliamo di Palmira, per proseguire lo sfregio da parte dei miliziani IS, che anzichè oltrepassare con fierezza l’arco di trionfo romano, hanno preferito calpestarlo nelle sue polveri. I reportage con i video della decapitazione di statue, della demolizione di musei e templi, che conservavano millenni di storia, sono stati, annientati nella frazione di qualche minuto, giusto il tempo di un’ esplosione. Un immenso patrimonio dell’umanità, fino a poco fa estremamente protetto, ora ridotto a miserabili macerie. Ottime ed efficaci le riprese , il montaggio e la diffusione dei video girati mentre avveniva lo scempio.

Tutto al servizio della propaganda funesta degli annunci del Califfato, poi a seguire, un unico messaggio utile a rafforzare l’anatema di una supremazia superiore, caratterizzata in forte, unica e indistruttibile,e come arma di convinzione. Un messaggio violento inteso a far presagire che quella azione barbara, sarebbe servita a far stimare l’unicità della loro potenza, in nome di quella folle ideologia, considerata da loro sublime, e che non si piega a nessun contrasto. Certo una propaganda ben organizzata, con canali di diffusione senza intoppi, una freccia scagliata contro l’Occidente, altamente mirata ed efficacie. I video sulla decapitazione di statue (evitiamo di parlare di quelle umane) o della demolizione di templi, sono arrivati tramite gli schermi, nei nostri salotti buoni, senza farci percepire l’odore dei piretici, ma ottimi a farci intendere che “siamo solo polvere, e polvere ritorneremo”. Chi avesse in quegli attimi di visione di quelle immagini, sbadatamente sbagliato un portacenere, aspirando una “bionda”e provocandone casualmente la caduta di cenere sul tappeto, magari persiano, potrebbe aver provato una sorta di annientamento della propria volontà, come ex figlio di un essere umano, nato da una ex cultura democratica e progressista, in un un ex mondo, di cui si è smarrita l’umanità. E nei confronti delle donne ? Le cose non sono andate certamente meglio.

Qualcuno diceva tra gli uomini con la bandiera nera “Mi piacciono le donne di Gesù,” ma parliamo solo di lei, tanto le rappresenta tutte .. Era madre di tre bimbi ed era cristiana, scappata da Mosul come tante, per cercare il marito disperso. Venne schiavizzata, appunto come molte, ma la diversità dalle altre stava nel fatto che prima di essere stuprata, ogni sera, puntualmente da piu’ di nove uomini dell’Isis, veniva “sposata” prima di ogni violenza. Il finto matrimonio veniva celebrato rapidamente, ogni volta prima di ogni abuso, e dopo ogni violenza si pronunciava il divorzio. Questo, per rendere tutto conforme al “rito,” dal punto di vista islamico. Lei.. nome di cortesia”Rosa” riuscì a fuggire, ma a quale prezzo?…Rosa, come molte, potrebbe essere giunta in Italia, dove però fin dai primi mesi del 2019, l’anno è iniziato all’insegna dei femminicidi, e dove il tema della violenza sulle donne viene aggiornato di ora in ora in maniera peggiorativa, e dove forse non c’è salvezza. E le altre? quelle del viaggio all’incontrario? Quelle che hanno lasciato volontariamente le loro belle case occidentali per unirsi all’Isis? Alcune partite per ragioni ideologiche, altre per unirsi in matrimonio al grande amore del Califfato, un uomo forte, uno che non teme di farsi esplodere. Poi altre ancora, rimaste vedove con una nidiata di figli da crescere, donne con il burqua, quelle che conciate così dovrebbero mascherare la loro sessualità. Ebbene, si! proprio loro, le spose dell’ Isis vogliono rientrare a casa, sono determinate a farlo, sperano di essere riammesse nelle nostre comunità sonnolente e sommariamente civili, e lo chiedono a gran voce. italiane ,inglesi, francesi, tedesche . americane tutte sposate o vedove o ex di jihadisti . Che ne sarà di loro? Cosa decideranno i governi? la risposta ai posteri, ma la terra è già ammalata, molto ammalata.

Maria Grazia Vannini

Copyright © All rights reserved. | Newsphere by AF themes.