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Cup Asl, Paola Celletti (LEBC): “Non è accettabile che i lavoratori subiscano ricatti”

Cup Asl, Paola Celletti (LEBC): “Non è accettabile che i lavoratori subiscano ricatti”

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Lavoro e Beni Comuni prende parola sulla situazione  dei lavoratori del Cup, del Recup e del centralino del Belcolle.

 

La situazione  che stanno subendo gli oltre 100 lavoratori del Cup, del Recup e del centralino del Belcolle è l’emblema di cosa comporti privatizzare i servizi, affidandoli a cooperative esterne.

Le denunce e i dati, portati allo scoperto dall’Unione Sindacale di Base, evidenziano la situazione di quei lavoratori che si trovano ad operare  al servizio dello Stato, senza però esserne dipendenti.

I continui rinnovi di appalti espongono gli stessi lavoratori a ripetute perdite di salario, a sfruttamento per mancato rispetto delle mansioni e, a volte, al rischio della perdita del posto di lavoro.

Nel caso specifico i lavoratori andrebbero a perdere fra i 200 e i 300 euro al mese e il livello di inquadramento contrattuale precedente al nuovo appalto.

Gli appalti concessi al massimo ribasso, in particolare nella sanità, già oggetto nel Lazio di forte ‘razionalizzazione’ della spesa, producono questi scempi e a rimetterci, alla fine, sono sempre i lavoratori.

Lo stesso posto di lavoro viene messo a rischio ad ogni rinnovo di appalto.  Alcuni contratti, infatti,  non prevedono la clausola di salvaguardia (garanzia di riassunzione da parte della  ditta entrante) e i lavoratori, sotto il giogo del possibile licenziamento, vengono obbligati ad accettare condizioni peggiorative e, spesso, illegittime.

Lavoro e Beni Comuni , nel sostenere la vertenza sindacale di USB, chiede l’introduzione della clausola di salvaguardia, il riconoscimento della  quota pari alla perdita di salario, e il rispetto dell’inquadramento delle mansioni.

Queste sono le misure minime per limitare i danni, ma la vera lotta è quella per reinternalizzare – ossia per riportare all’ente pubblico – tutti i servizi, attraverso un adeguato piano di assunzioni da parte della ASL.

Di recente  è stato esternalizzato, addirittura, il  servizio psichiatrico e domiciliare.

Pezzo a pezzo sta venendo giù l’intero sistema sanitario pubblico, con gravi ripercussioni sulla vita dei lavoratori e dei cittadini.

Non è accettabile fare profitto sulla Sanità e sulle condizioni dei lavoratori. La Regione Lazio, la Asl e le istituzioni  competenti  non possono restare in silenzio.

LAVORO E BENI COMUNI

Paola Celletti

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