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Crisi di governo, Governo: pressing su Conte, Tabacci: “Il premier si dimetta, nuovo governo o voto”

Crisi di governo, Governo: pressing su Conte, Tabacci: “Il premier si dimetta, nuovo governo o voto”

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La crisi di governo, come nella scena madre di un film di Sergio Leone, è giunta allo stallo messicano, in cui tutti i contendenti si puntano reciprocamente le pistole senza che alcuno possa prevalere. I vertici Dem, infatti, ribadiscono il no al rientro di Iv nella maggioranza, ma aumentano i parlamentari Pd che non sono disposti a “morire per Conte”, mentre questi non è a sua volta disposto alle dimissioni e al reincarico per un Conte ter, non potendo tuttavia contare sull’arrivo in tempi stretti di nuovi “volenterosi”. “Ho fatto quello che potevo – dice in una intervista a ‘Repubblica’ Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico e tra i principali promotori dei “costruttori” –  ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia.

A Conte ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere”.

Intanto dal Pd il ministro Boccia dice a SkyTg24: “”Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai, non possiamo farlo per tutelare l’Italia e la posizione italiana in Europa. Con Fi è diverso, ma la domanda va fatta a loro, sono loro che sono alleati con i sovranisti”. Boccia ha ribadito che non è possibile pensare ad un governo con tutti dentro in quanto “ci sono cose su cui non si media”. E su Renzi: “Possiamo confrontarci in qualsiasi momento, non è questo il nodo. Il problema di fondo e non farlo con un ricatto come condizione. Non è accettabile e non è accettabile facendolo ritirando i ministri”. “Siamo in Parlamento ed è lì che si può sempre trovare una soluzione”.

Lo stallo potrebbe saltare mercoledì sulla relazione del ministro Bonafede alle Camere, sui cui il governo rischia di essere bocciato, tanto che si ipotizza uno slittamento a giovedì per guadagnare tempo.

Uno scenario fluido che mette in moto le mosse di Forza Italia e dei centristi che rilanciano il governo di unità nazionale. “L’opzione voto noi non l’abbiamo mai chiesta ma è la situazione che ci sta portando lì. Noi abbiamo sempre anteposto l’interesse nazionale a quello di partito. Non siamo noi che spingiamo per il voto – dice il vicepresidente di Fi Antonio Tajani a Skytg24 – sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l’Italia al voto ma la parola poi, se Conte cadrà, sarà al Capo dello Stato che dovrà decidere il da farsi. Non abbiamo premuto noi per andare al voto ma le conseguenze rischiano di essere inevitabili”. “Noi non diamo aiuti sottobanco, ci affidiamo alla saggezza del presidente della Repubblica”. (ansa.it)

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