Home Cronaca Covid, Sindacato Medici Italiani: “Se le nostre richieste non saranno ascoltate, ci riserviamo azioni legali”
Covid, Sindacato Medici Italiani: “Se le nostre richieste non saranno ascoltate, ci riserviamo azioni legali”

Covid, Sindacato Medici Italiani: “Se le nostre richieste non saranno ascoltate, ci riserviamo azioni legali”

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“Facendo seguito alle ripetute note ufficiali dello Smi e dello Snami del Lazio ed alle singole comunicazioni da parte di professionisti, abbiamo diffidato le Aziende Sanitarie Locali ed i Distretti a proseguire con tali richieste, in assenza di chiare e puntuali indicazioni relativamente ai quesiti posti”. Così di Cristina Patrizi, Responsabile Regionale Area Convenzionata Smi Lazio, e Giuseppe Di Donna, Presidente Regionale Snami Lazio, in una dichiarazione congiunta rendono pubblica la lettera inviata ai Direttori Generali Asl Roma1, Roma2, Roma3, Roma4, Roma5, Roma6, ai Direttori Generali Asl Viterbo, Latina, Frosinone, Rieti e all’Assessore Sanità’ e integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato.

“Le nostre richieste sono: fornitura DPI idonei ed a norma classe 3, in quantità e tipologia conforme alla norma; Sedi Aziendali disponibili adeguate (locali vestizione/svestizione, smaltimento rifiuti personale di supporto); Assicurazione in ottemperanza ai disposti di cui alla legge 81/08 (nel rispetto delle norme sulla privacy); Modalità di esonero in considerazione della idoneità lavorativa per il compito specifico, in relazione alle patologie presenti; Orario di lavoro: riduzione disponibilità telefonica e/o orario di studio in relazione all’impegno richiesto per l’attività dei tamponi”. Ribadiamo, inoltre che qualsiasi iniziativa, che non tenga conto di tali richieste o che sancisca modalità operative sulla base di decisioni non condivise, non potrà incidere sulla normale attività’ dei MMG o ancora peggio essere lesiva delle condizioni di salute dei medici. Perdurando l’assenza di un giusto riscontro su quanto richiesto ci riserviamo ogni ulteriore azione legale a tutela degli interessi degli iscritti”, concludono Patrizi e Di Donna. (Red/ Dire)

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