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Covid, Lazio  zona gialla si fa per dire,  Rt già al limite, 0, 98

Covid, Lazio zona gialla si fa per dire, Rt già al limite, 0, 98

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ll presidente della Regione Nicola Zingaratti e l’assessore alla sanità regionale Alessio D’Amato lo avevano detto, la zona gialla in cui attualmente è inserito il Lazio “non è un premio”. Anzi, le restrizioni meno stringenti in questo frangente potrebbero rivelarsi in un boomerang.

Nella settimana appena conclusa D’Amato aveva previsto un “peggioramento della curva” perché “abbiamo un’onda che si alza come era prevedibile ed occorre massimo rigore e cautela”. Tradotto: aumenteranno i casi e aumenterà anche l’indice Rt.

Nelle ultime 48 ore, tuttavia, l’impennata di nuovi positivi non c’è stata ma l’allarme è arrivato dagli ospedali con le terapie intensive ancora più oberate, con tredici nuovi pazienti registrati in un solo giorno e 26 nuovi ricoverati negli altri reparti. Venerdì prossimo il Ministero della Salute stilerà i nuovi provvedimenti ed il Lazio rischia davvero la zona arancione.

L’indice Rt nel Lazio

“Dobbiamo correre nelle vaccinazioni più della variante e occorre mantenere un estremo rigore anche aldilà dei colori. – aveva sottolineato l’Assessore – Questo significa che anche se siamo in zona gialla non bisogna assolutamente abbassare la guardia, anzi devono aumentare i livelli di attenzione poiché le minori restrizioni rischiano di far impennare improvvisamente la curva. Il tema dei colori non è una classifica”.

Insomma, il messaggio è chiaro: serve più velocità nel distribuire i vaccini (sono state superate le 66mila dosi somministrate) e misure comunque rigide.

Il Lazio, proprio lo scorso 8 gennaio, si è “salvato” della nuova stretta perché ha un indice Rt a 0.98, quindi al limite. Negli ultimi due bollettini del week end la curva dei contagi ha risposto bene, si è abbassata tanto che Roma è tornata intorno a quota 600 contagi giornalieri.

46 anni l’età media dei positivi

Dei casi finora confermati nel Lazio l’età mediana è di 46 anni, equamente ripartiti tra maschi (51,4%) e femmine (48,6%). I casi confermati da inizio epidemia sono così distribuiti: il 18,3% nella Asl Roma 1, il 20,9% nella Asl Roma 2, l’11% nella Asl Roma 3, il 4,8% nella Asl Roma 4, il 9,3 nella Asl Roma 5, il 10,6% nella Asl Roma 6, l’8,1% nella Asl di Frosinone, l’8,8% nella Asl di Latina, il 3% nella Asl di Rieti e il 5,4% nella Asl di Viterbo. (lorenzo nicolini/romatoday)

 

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