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Covid, emergenza  Viterbo, interrogazione al sindaco di Luisa Ciambella: “Come massima autorità sanitaria cosa farà per tutelare i cittadini?”

Covid, emergenza Viterbo, interrogazione al sindaco di Luisa Ciambella: “Come massima autorità sanitaria cosa farà per tutelare i cittadini?”

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Pubblichiamo di seguito il testo integrale  dell’interrogazione presentata al sindaco Arena dalla consigliere Pd Luisa Ciambella sull’emergenza Covid: 

 

Caro Sindaco, abbiamo letto dal DPCM che fortunatamente la nostra Regione è stata riconosciuta zona gialla con limitazioni sostanzialmente sovrapponibili a quelle precedenti. Purtroppo come confermano vari studi di Istituti scientifici di chiara fama e come da lei ripetutamente dichiarato in numerose interviste la città di Viterbo si trova in una situazione opposta a quella della Regione Lazio con contagi molto alti ed indici plurali di rischio.  Sono quindi a chiederle cosa intende fare e che misure intende adottare per tutelare la popolazione nella sua funzione di massima autorità sanitaria, affinchè i cittadini possano non essere in apprensione. Se non intende fare nulla come pare dall’ultima sortita mattutina è evidente che lei e la sua struttura tecnica siate assolutamente convinti che i parametri che la nostra città ha possano essere compatibili con l’inserimento nella zona gialla. Le chiedo ciò perché con la sua poca, confusa e contraddittoria comunicazione pubblica i cittadini sono ancora più allarmati e ci sembra di vivere quasi in un mondo parallelo se valutiamo le sue dichiarazioni altalenanti e quelle che abbiamo da fonti autorevoli nazionali.

Ormai una settimana fa lanciai in consiglio comunale un grido di allarme che in parte è stato compreso visto anche ciò che siamo riusciti insieme a finanziare come emendamento covid19, tuttavia si è rimasti nella confusione complessiva. Un grido di allarme sull’andamento dei contagi con crescita esponenziale costante, anche nelle scuole, aggravata dal mancato screening a tappeto che soprattutto nelle scuole andava organizzato, abbiamo assistito alle sue dichiarazioni in cui asseriva di essere preoccupato tanto da valutare anche la chiusura delle scuole del primo ciclo e al suo ricredersi. Intanto già lo scorso 31 ottobre 2020 sul “Fatto quotidiano” che riportava uno studio che indagava l’incidenza dei contagiati ogni 100.000 abitanti eravamo la nona provincia per contagio. Da allora sono trascorsi 5 giorni e anche ieri sera al TG3 è stato dedicato un intero servizio alla Tuscia che come riporta testualmente il giornalista “In sofferenza i due ospedali della Tuscia, crescono i contagi e servono nuovi posti letto” “quasi al completo i posti letto a Belcolle”. Stamattina la Asl dichiara che i contagi sono tanti ma la curva del contagio resta stabile. Abbiamo assistito anche alla sua dichiarazione che mi lascia perplessa sulla diminuzione dei contagi nelle scuole: “abbiamo avuto 23 casi lo scorso 2 novembre, ieri 16 e oggi 12. Secondo lei “È evidente una decrescita” e quindi ha deciso di non chiudere le scuole. Io voglio fidarmi di lei e di coloro che le forniscono dati scientifici inoppugnabili anche se da cittadina alfabetizzata credo vivamente che valutare la curva del contagio scolastico su tre giornate senza tenere conto nemmeno se siano stati fatti lo stesso numero di temponi ogni giorno mi sembra un campione a dir poco, poco rappresentativo. Non solo,  sempre per mia ignoranza non riesco a capire come si riesca a passare ad un RT che come sa bene al 27 ottobre era al 2 e che scende all’1,6  il giorno dopo da dichiarazioni varie con un numero di contagiati che viaggia almeno costante se non superiore alle giornate precedenti con una popolazione che non può che rimanere la stessa. Certamente la difficoltà a capire cosa sia cambiato è data dalla mia ignoranza. Proprio per colmare quest’ultima cerco di leggere molto e documentarmi e quando anche i telegiornali nazionali aprono i loro servizi dicendo che Belcolle è in sofferenza, che sono quasi finiti i posti letto, quando sappiamo che ambulanze nella giornata del 3 novembre erano in fila per accedere al pronto soccorso di Belcolle, quando sappiamo che davanti a tutto questo la popolazione sottoposta a screening rappresenta meno del 6% con un rapporto di 1 asintomatico per un sintomatico io mi preoccupo da madre, da cittadina e da amministratore. Dobbiamo prendere per buono ciò che confusamente ci dice? Bene lo facciamo ma sappia che lei è la massima autorità sanitaria e che stavolta il gioco dello scarica barile non funzionerà. Lei è convinto che con i nostri parametri e le nostre reali condizioni non sia il caso di adottare misure ulteriori di tutela dei cittadini a partire dalle scuole? Sappia che è sua la responsabilità di agire davanti a dati certi che deve pretendere di avere. Tutti vorremmo essere in zona gialla dal contagio sotto controllo,   ma se invece i nostri parametri sono diversi è bene prendere precauzioni per salvaguardare la salute di tutti senza tentennamenti.

Luisa Ciambella consigliere comunale Pd

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