Home Cronaca Coronavirus, tragedia in famiglia, donna fa a pezzi la madre suicidatasi tre giorni prima
Coronavirus,  tragedia in famiglia,  donna fa a pezzi la madre suicidatasi tre giorni prima

Coronavirus, tragedia in famiglia, donna fa a pezzi la madre suicidatasi tre giorni prima

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Una donna di 37 anni ha raccontato alla polizia di aver trovato la madre morta in casa in avanzato stato di decomposizione, di aver fatto a pezzi il cadavere e di aver messo i resti in dei sacchi lasciati nel bagno.
Protagonista Giulia Stanganini, la donna si è presentata in questura a Genova. Sarebbe accaduto tre giorni fa in un appartamento di via Bertuccioni a Marassi. Secondo Stanganini, la madre, Loredana Stupazzini, 63 anni, si sarebbe suicidata impiccandosi. Nell’appartamento hanno compiuto un sopralluogo gli agenti delle volanti e gli uomini della squadra mobile. La polizia sta verificando la veridicità del racconto o se possa essersi trattato di un omicidio. La figlia dovrà anche spiegare perché ha fatto a pezzi il corpo della madre.

Litigavano spesso Loredana Stupazzini, la donna fatta a pezzi in casa, e la figlia Giulia Stanganini. I vicini, sentiti in queste ore dagli investigatori della squadra mobile, hanno raccontato che quando la ragazza andava a trovare la madre le due urlavano. Giulia Stanganini, secondo quanto è stato possibile ricostruire, era a casa della mamma, Loredana Stupazzini, una bidella in pensione, da alcuni giorni, e sarebbe rimasta nell’appartamento con il cadavere della donna. Gli inquirenti stanno verificando se Giulia Stanganini soffrisse di disturbi mentali. Gli investigatori non escludono l’omicidio, anche se Stanganini non è al momento in stato di fermo. Gli agenti hanno trovato alcuni sacchi neri con dentro diverse parti del corpo e poi in bagno un secchio con altre parti, più piccole, del corpo. Secondo i primi rilievi, il cadavere sarebbe stato smembrato proprio nel bagno.

Giulia aveva perso il figlio di tre anni e mezzo lo scorso novembre. Il piccolo si era sentito male in strada ed era stato ricoverato all’ospedale Gaslini dove era morto. Il pubblico ministero aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma non era stata esclusa una ipotesi di maltrattamento in famiglia. La donna aveva avuto il figlio con un uomo di origini tunisine non in regola col permesso di soggiorno.

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