Home Cronaca Coronavirus, “Sono positiva al Covid 19, un terribile infortunio sul lavoro”, intervista ad una infermiera contagiata del SSN Regione Lazio
Coronavirus, “Sono positiva al Covid 19, un terribile infortunio sul lavoro”, intervista ad una infermiera contagiata del SSN Regione Lazio

Coronavirus, “Sono positiva al Covid 19, un terribile infortunio sul lavoro”, intervista ad una infermiera contagiata del SSN Regione Lazio

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L.T. è un’infermiera di 35 anni risultata positiva al Covid 19: lavora nel  servizio sanitario nazionale della Regione Lazio,  è un dipendente Inail che ci mette in contatto con lei dopo averle curato le pratiche per fare in modo che il suo non risultasse solo una semplice stato di malattia, ma un infortunio sul lavoro.

Come si è ammalata di Coronavirus? 

“Sul lavoro, nel mio istituto  che non ha una sezione Covid, fino al 10 marzo nessuno si poneva nessun problema, entravano ed uscivano tutti, medici, infermieri, pazienti, familiari di questi ultimi, un vero e proprio porto di mare. Poi un operatore sanitario si è sentito male, lo hanno portato in ospedale, in terapia intensiva. Allora la direzione ha deciso di far fare i tamponi a tutti ed io sono risultata positiva”.

Come ha  reagito alla cosa? 

” Sono stati 14 giorni  molto duri, io che sono una sportiva non riuscivo a respirare, sono stata male, anche se rispetto ai tanti casi più gravi posso dire di essermela cavata bene:  mia figlia di 10 anni è risultata positiva come me, i miei sono dovuti restare isolati e per fortuna non l’hanno presa, sono stati giorni complicati, ora va meglio”.

Come addetta ai lavori è stata seguita dall’Asl come tutti gli altri pazienti? 

“Per nulla, neanche una telefonata per sapere come stessi, tantomeno dal mio istituto: anzi ho dovuto fare tutto da sola,  anzi per farmi riconoscere l’infortunio sul lavoro, ho passato intere le  giornate al telefono, specie con l’Inps dove per fortuna ho trovato gente molto gentile che mi ha aiutata”.

Non è facile che questa malattia venga riconosciuta “infortunio sul lavoro”, sembra di capire…

“Per niente, la sintomatologia non basta, è il tampone che l’attesta,  che però dovrebbe essere ripetuto dopo 15 giorni: non so a quanti miei colleghi lo rifaranno dopo la prima volta”.

Una esperienza molto faticosa che non dimenticherà facilmente….

“Sicuramente, anche perchè questo virus è davvero terribile e fa stare malissimo: c’è stata a lungo una sottovalutazione del problema, forse i contagi potevano essere limitati, speriamo che tutto ciò faccia esperienza e ci prepari sia psicologicamente che materialmente a non considerare le emergenze da pandemia delle cose assurde,  come se fossero solo gli altri a potersi ammalare, può toccare a tutti, la soglia di attenzione deve restare sempre alta, altissima”.

(p,b.)

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