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Coronavirus, morta Lucia Bosè, vittima illustre del Covid 19

Coronavirus, morta Lucia Bosè, vittima illustre del Covid 19

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Si è spenta a 89 anni l’attrice Lucia Bosé, vincitrice a soli 16 anni del concorso di Miss Italia nel 1947, vittoria che le aprì le porte del cinema. Nel 1955 sposò il torero Luis Miguel Dominguin dal quale ebbe tre figli: Miguel Bose’, Lucia Dominguin e Paola Dominguin.

Secondo i media spagnoli, l’attrice, che aveva problemi di salute da tempo, sarebbe deceduta in un ospedale di Segovia dopo aver contratto il coronavirus.

Ti portiamo dentro nel cuore, cara mamma” scrive sui social il figlio Miguel. “Un bacio da tutta la famiglia”.

La sua carriera cinematografica iniziò grazie a Luchino Visconti (che divenne suo grande amico e fu padrino di battesimo del figlio Miguel) che la notò quando lei era ancora commessa in una nota pasticceria milanese. Ma le porte del cinema le si aprirono definitivamente dopo che nel 1947 vinse Miss Italia.

Superò il provino per ‘Riso amaro’ ma l’opposizione della famiglia la costrinse a rinunciare al film. Partecipò comunque ad alcune pellicole che segnarono l’affermazione del neorealismo italiano, come ‘Non c’è pace tra gli ulivi’ (1950) di Giuseppe De Santis, ma soprattutto ‘Cronaca di un amore’ (1950) di Antonioni per il quale fu anche ‘La signora senza camelie’ (1953). In questo primo periodo fu diretta anche da Luciano Emmer e Francesco Maselli partecipando inoltre a diverse pellicole brillanti a fianco del suo primo fidanzato Walter Chiari. Dopo 17 film si sposò con il torero Luis Miguel Dominguín, nel 1955, e da lui ebbe tre figli Miguel, apprezzato cantante e attore, Lucia e Paola. Il matrimonio si concluse nel 1968 con la separazione, a causa delle continue infedeltà del marito. Tornò sugli schermi alla fine degli anni sessanta, per lo più in ruoli secondari in pellicole come ‘Sotto il segno dello scorpione’ dei Taviani. ‘Metello’ di Mauro Bolognini, ‘Fellini Satyricon’ di Federico Fellini.

Tra le interpretazioni successive si ricordano: ‘Cronaca di una morte annunciata’ (1987) di Francesco Rosi, ‘L’avaro’ (1990) di Tonino Cervi, ‘Volevo i pantaloni’ (1990) di Maurizio Ponzi e ‘I Viceré’ (2007) di Roberto Faenza. Successivamente era apparsa anche nelle tre serie della fiction Rai ‘Capri’, tra il 2006 e il 2010ò

Nel 2000 era riuscita a realizzare un suo sogno di gioventù e aveva creato nella città di Turégano il primo Museo degli Angeli, con rappresentazioni degli angeli provenienti da ogni parte del mondo. (adn)

 

 

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