Home sport Coronavirus, la frase choc di Gasperini: “Andiamo avanti a porte chiuse, il calcio è un “antidepressivo”
Coronavirus, la frase choc di Gasperini: “Andiamo avanti a porte chiuse, il calcio è un “antidepressivo”

Coronavirus, la frase choc di Gasperini: “Andiamo avanti a porte chiuse, il calcio è un “antidepressivo”

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Esiste un mondo che ha aperto gli occhi ed un mondo che continua a proseguire a tentoni, tenendo gli occhi chiusi. Forse per paura, per ottusità, per incapacità di percepire la pericolosità di un virus che sta minacciando non la nostra provincia, non il nostro comune, non la nostra città, non la nostra regione, non la nostra nazione. Il CoronaVirus è minaccia che incombe sul mondo, ‘Pandemia’ appunto come dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Un tema così serio, che imporrebbe rispetto e silenzio, lasciando la parola agli esperti. Si prenda come riferimento la conferenza di Klopp diventata virale, quando il tecnico del Liverpool aveva così replicato a chi gli chiedeva del CoronaVirus: “La mia opinione non conta, non ho conoscenza della materia e non è giusto che ne parli”. 

Posizione corretta ed opportuna quella del tecnico del Liverpool, perché in questo momento storico ogni dichiarazione può creare tensioni inutili, di cui l’intero paese davvero non ha bisogno. Archiviabile tra le frasi più inopportune del periodo quella pronunciata questa mattina da Gian Piero Gasperini: “Coronavirus è come la peste. Da queste parti, in Lombardia, siamo sufficientemente organizzati, pur se in difficoltà. Mi chiedo cosa potrebbe accadere a Roma o a Napoli” ha dichiarato il tecnico dell’Atalanta.

No, in questo caso sarebbe errato entrare nel merito e cercare di argomentare una risposta. Sarebbe come mettersi sullo stesso piano di Gasperini, iniziare una gara che non porta da nessuna parte. Che avrebbe solo sconfitti e nessun vincitore. Gasperini dovrebbe semplicemente affidare alla vergogna la sua anima, maturare da solo la stupidità di una frase del genere pronunciata oggi che si lotta UNITI contro lo stesso NEMICO.

In questo momento una frase del genere dimostra una grande superficialità e per chi è seguito da milioni di persone è un lusso che non ci può concedere. Gasperini, da uomo privilegiato, dovrebbe conoscere i limiti ed il potere che una dichiarazione fatta da uno nella sua posizione può avere.

Ma non basta. Dopo aver offeso Napoli e Roma, il tecnico va oltre. In un Paese che si sta dannando in ogni modo per far capire alla popolazione che è necessario restare a casa, per evitare al Virus di propagarsi ulteriormente, Gasperini tira fuori il colpo di classe. Il ‘no sense’ per eccellenza che dimostra l’assoluta cecità del tecnico della Dea: “Calcio è antidepressivo, bisognava andare avanti con le porte chiuse. Io la penso così”.

Mentre la NBA chiude i battenti e si interroga sulla superficialità con la quale è stato affrontato il problema, in Italia siamo ancora ad aprire un dibattito sulla decisione di fermare il calcio. Con i primi casi in Serie A (al momento Rugani e Gabbiadini) e con un sistema sanitario che rischia il collasso, Gasperini pensava di proseguire come se nulla stesse accadendo? Mettendo a rischio non solo l’incolumità dei calciatori, ma di tutte le persone potenzialmente in contatto con questi. Follia pura. Una volontà di essere ‘contro’ quando onestamente la coscienza dovrebbe suggerire di affidarsi al buonsenso. Una giornata orribile per il Gasp, che di conferma gran tecnico, ma molto meno grande quando c’è da esprimersi su certe questioni. Inutile ricordare le sue uscite sui cori razzisti contro Napoli. D’altronde, chi nasce quadro non muore tondo. Nemmeno ai tempi del CoronaVirus. (a.minervini/tuttonapoli)

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