Home Cronaca Coronavirus inquieta Viterbo, casi record per una provincia poco frequentata, solite lentezze istituzionali, comunicazione con i cittadini inesistente, impreparazione diffusa, familismo senza qualità, siamo alle solite
Coronavirus inquieta Viterbo, casi record per una provincia poco frequentata, solite lentezze istituzionali, comunicazione con i cittadini inesistente, impreparazione diffusa, familismo senza qualità, siamo alle solite

Coronavirus inquieta Viterbo, casi record per una provincia poco frequentata, solite lentezze istituzionali, comunicazione con i cittadini inesistente, impreparazione diffusa, familismo senza qualità, siamo alle solite

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114 casi ieri in tuscia non è dato significativo, nè preoccupante, ma inquietante: se fosse stato applicato, come scrive oggi il corriere di viterbo, ad altre province e regioni verrebbe fuori un numero di contagi da Francia o Spagna, se si pensi che con lo stesso andamento della città dei papi, la Lombardia  avrebbe dovuto registrare 3.800 positivi e non 1.687 effettivamente riscontrati attraverso i tamponi (da considerare che in Lombardia vivono 10 milioni di persone contro le 300 mila che risiedono nella Tuscia).

Giusto, una popolazione di 300mila persone, appartata e poco frequentata, che si trova con un esplosione del virus così rilevante deve vedere le locali istituzioni impegnate in una profonda riflessione.

Sicuramente non ha funzionato la comunicazione tra istituzioni e cittadini in molti comuni, a partire da quello di Viterbo dove il sindaco Arena e la sua giunta sono stati praticamente assenti   mentre si allargava il contagio, lontanissimi da un contatto frequente col territorio poco raggiunto da messaggi di sensibilizzazione e di invito alla prudenza riguardo l’emergenza.

Una città che vive di bollettini asl che escono nel primo pomeriggio e che poi commenta solo in silenzio, in famiglia, come fosse una vergogna parlare di virus o una fakenews ha seri problemi di identità.

La destra cittdina ha fatto un’opera capillare di demolizione dell’emergenza, diffondendo messaggi fuorvianti su mascherine e diffusione della malattia, sminuendone la pericolosità, Arena si è affidato invece completamente alla Asl locale per la gestione di qualsiasi inconveniente: la sinistra in comune, che pure schiera dirigenti medici nelle sue fila, non ha fatto niente per contraddirla pubblicamente.

Nel frattempo nessuno ha avuto il coraggio di dire che i controlli nel corso delle movide o fuori dalle scuole sono stati assai insufficienti e questo è stato il principale problema con assembramenti di ragazzi senza mascherina a fine lezione diffusi.

Viterbo non ha accettato l’emergenza, ha cercato di fare come se non ci fosse e i risultati si vedono, numeri del contagio assurdi per una città così isolata e poco raggiunta da visitatori o lavoratori esterni: il solito dilettantismo poi tra le classi dirigenti, il pressappochismo cialtrone che già ha affossato la città ha fatto il resto assieme al familismo che continua a sfornare uomini donne e cosiddetti professionisti non all’altezza della sfida con la modernità.

 

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