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Concorsopoli, tutto quello che su zingaweb non avete mai letto sulla Regione Lazio

Concorsopoli, tutto quello che su zingaweb non avete mai letto sulla Regione Lazio

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Lo scandalo Concorsopoli, che coinvolge sia la regione che un discreto numero di comuni del Lazio, non si conclude certo con le dimissioni di Mauro Buschini (PD) dalla presidenza del consiglio regionale. Il perché l’esponente democratico abbia preso questa decisione, nonostante a suo dire le assunzioni alla Regione Lazio abbiano tutti i crismi della legalità, è strettamente collegato ai giochi (elettorali) in corso a Roma, che riguardano sia il nuovo sindaco della capitale che il nuovo presidente della regione. Un risiko di poltronissime che uno scandalo come quello di Concorsopoli avrebbe rischiato di mandare a monte.

E così Buschini, che comunque nello scandalo sembrerebbe esserci dentro, si è sacrificato per il bene (e le poltronissime) di tutti. Ma le scandalose assunzioni rimangono, così come soprattutto rimangono, ben occultate dai mezzi di informazione nazionali e locali, le possibili responsabilità oggettive di Nicola Zingaretti in questa brutta storia. All’origine di Concorsopoli c’è un bando di concorso per cinque impiegati generici (categoria C1) indetto, alla fine del 2020, dal comune di Allumiere (poco meno di 4 mila abitanti). Al concorso partecipano 300 candidati e tra questi sono quasi 90 quelli che, pur vincendolo, sono dichiarati idonei. Questa idoneità fa sì che, in base a una norma che consente agli enti locali di ricorrere alla graduatoria dell’ultimo bando di concorso indetto nello stesso territorio, alla graduatoria del comune di Allumiere possano appunto attingere comuni e regione. Il 14 dicembre esce la graduatoria del piccolo comune e nei giorni immediatamente successivi, a ridosso delle festività natalizie, il Consiglio regionale del Lazio decide di assumere 16 funzionari, individuandoli, come prevede la legge, (anche) tra i candidati risultati idonei negli ultimi concorsi che si sono svolti nel Lazio.

E così, estrapolati dalla Allumiere’s List, sono assunti alla regione Matteo Marconi (segretario del PD di Trevignano Romano), Arianna Bellia (assessore PD di San Cesareo), Augusta Morini (assessore PD di Labico), Paco Fracassa (segretario del PD di Allumiere), un componente del circolo PD di Frosinone (città del dimissionario Buschini), tre militanti PD (rispettivamente di Allumiere, Civitavecchia e Roma) e un collaboratore di Giuseppe Cangemi (Lega Salvini). Il 28 marzo, “La Repubblica” scrive (nella cronaca di Roma) che “le nomine sono state formalizzate con il placet del presidente del Consiglio Mauro Buschini e dei suoi due vice, il grillino Devid Porrello e il leghista Giuseppe Cangemi. Con loro anche tre consiglieri: Daniele Giannini, in quota Carroccio, Gianluca Quadrana eletto tra le fila della Lista civica Zingaretti e Michela Di Biase, ex capogruppo capitolina del PD e moglie di Dario Franceschini”.

Per la cronaca il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, è il vice capo della segreteria di Mauro Buschini. Veramente strana come coincidenza. Attingono alla Allumiere’s List anche il comune di Guidonia (Movimento 5 Stelle), che tra gli altri assume (cinque giorni dopo che hanno rinunciato al posto in Regione) Marco Palumbo (consigliere comunale del PD e presidente della commissione trasparenza [sic] al comune Roma), Massimo D’Orazio (collaboratore di Buschini e assessore PD del comune di Isola del Liri) e Matteo Manunta (ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Civitavecchia), il comune di Monterotondo (PD), che si aggiudica altri idonei targati PD grazie all’interessamento dell’assessore al personale Alessandro Di Nicola (capo della segreteria di Gianluca Quartana), il comune di Anguillara Sabazia (centro-destra, sindaco della Lega Salvini), che assume la figlia del sindaco di Manziana (centro-destra, sindaco della Lega Salvini), il comune di Tivoli (lista civica), che recluta le gemelle Micaela Domenica e Francesca Maria Carlini (sorelle di Patrizio Carlini, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Civitavecchia) e il comune di Ladispoli (centro-destra, sindaco della Lega Salvini), che è ben lieto di assumere alcuni collaboratori del leghista Giuseppe Cangemi.

Hanno inoltre assunto personale tramite la Allumiere’s List anche i comuni di Frascati (lista civica, attualmente sostituita dal commissario prefettizio), Bracciano (centro-destra, sindaco di Fratelli d’Italia) e Civitavecchia (Lega Salvini). Alla Concorsopoli laziale, come si vede, hanno partecipato tutti, anche i partiti d’opposizione (Lega Salvini e Fratelli d’Italia) che ora attaccano Zingaretti, Buschini e la giunta giallo-rossa. Ma è indubbio che tutto il meccanismo che ha messo in moto l’albero della cuccagna delle assunzioni agevolate nasce in casa di questo PD e più precisamente nei feudi laziali noti per la loro appartenenza.  E se si è arrivati alle dimissioni di Buschini è perché altrimenti lo scandalo avrebbe potuto distruggere Zingaretti e le sue ambizioni politiche. Un presidente di regione che, di fronte a un gigantesco e scandaloso fenomeno di malcostume politico come questo, rilascia dichiarazioni surreali del tipo “non posso caricarmi sulle spalle il mondo” e “apprezzo il gesto di Buschini, un fatto positivo la proposta di istituire una commissione trasparenza“ lascia perplessi:  questo può succedere a volte quando rischia di pararsi dinanzi improvvisa  una realtà che non sempre coincide con quello che scrivono gazzettini e webgazzettini prezzolati e sovvenzionati.  Un po’ di attenzione in più, Presidente, a quello che sta succedendo forse non guasterebbe.

(Samuele Spada)

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