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Concorsopoli Regione Lazio, l’ufficio presidenza del consiglio vicino alle dimissioni

Concorsopoli Regione Lazio, l’ufficio presidenza del consiglio vicino alle dimissioni

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Convocazione, oggi, 16 aprile, dei consiglieri regionali del Pd chiamati a nominare il nuovo capogruppo (si fa il nome di Marta Leonori) al posto di Marco Vincenzi eletto presidente del Consiglio. Si tratta di un appuntamento cruciale anche per le vicende legate alla presunta concorsopoli: sarebbe infatti intenzione del gruppo spingere alle dimissioni i due membri dell’ufficio di presidenza d’aula, Michela De Biase e Gianluca Quadrana, che finora sono voluti restare al loro posto nonostante l’uscita di scena di Buschini. Questo perché si vorrebbe imprimere una certa discontinuità con il passato nel tentativo di contenere le conseguenze dello scandalo, che, esploso per il momento a livello mediatico, sarebbe finito sotto la lente di due Procure (Roma e Civitavecchia) anche grazie agli esposti presentati dopo l’uscita delle notizie sulla stampa.

In quest’ottica, secondo quanto riferito dall’agenzia Dire, il nuovo numero uno della Pisana ha già revocato il contratto di collaborazione che il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, aveva col Consiglio in qualità di comandato presso l’ufficio di presidenza. Inoltre, fiutata l’aria che tira, si è dimesso Paolo Bianchini, vice capo di gabinetto di Buschini. Vincenzi avrebbe inoltre chiesto al segretario generale, Cinzia Felci, tutti gli atti che hanno portato lo scorso dicembre l’ufficio di presidenza a sottoscrivere la convenzione col Comune di Allumiere in modo da potere utilizzare per le assunzioni di 16 funzionari la graduatoria del loro concorso. L’obiettivo ultimo del nuovo presidente sarebbe di arrivare a sospendere i contratti che hanno prodotto lo scandalo. Finora, oltre a De Biase e Quadrana, sono stati irremovibili nel non voler dare le proprie dimissioni anche i rappresentanti degli altri partiti: Devid Porrello del M5S e i due leghisti Pino Cangemi Daniele Giannini. Pressioni sarebbero in corso anche su di loro, in particolare da parte del Carroccio, tanto che, sempre secondo l’agenzia Dire, potrebbero anche dimettersi per primi proprio Cangemi e Giannini, che costringerebbero così i 3 della maggioranza ad adeguarsi e ad agire di conseguenza.

 

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