Home Politica Comunali Tuscia 2021, “Montefiascone e Vetralla, i due casi di queste amministrative”, l’analisi di Americo Mascarucci
Comunali Tuscia 2021, “Montefiascone e Vetralla, i due casi di queste amministrative”, l’analisi di Americo Mascarucci

Comunali Tuscia 2021, “Montefiascone e Vetralla, i due casi di queste amministrative”, l’analisi di Americo Mascarucci

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Caro direttore, approfitto della tua ospitalità per alcune considerazioni in merito ai risultati delle elezioni amministrative nella Tuscia. Direi che, in due comuni in particolare, abbiamo avuto la conferma di come gli elettori hanno smesso da tempo di portare l’orecchino al naso e di come non si lascino prendere troppo in giro dai signori politici. E per non fare torto a nessuno peschiamo due esempi che hanno a che fare sia con il centrodestra che con il centrosinistra.

Partirei dal risultato di Montefiascone dove è stata sconfitta la pretesa del centrodestra di vincere ad ogni costo, anche contro il buon senso. In quel Comune si è costruita per mesi un’alternativa all’amministrazione dell’ex sindaco Paolini, sfiduciata come si ricorderà grazie al contributo determinante di alcuni consiglieri di centrodestra dell’ex maggioranza. I quali si sono impegnati poi a costruire una lista di rottura con un’amministrazione che aveva profondamente disatteso le aspettative dei cittadini. Nel candidato sindaco Andrea Danti era stato forse individuato il personaggio più idoneo a garantire questa discontinuità con una certa politica e soprattutto con certi personaggi che nel corso degli anni, come i migliori camaleonti, si sono trasformati e poi ritrasformati a seconda delle situazioni o delle convenienze politiche. Ma ecco che a poche ore dalla presentazione delle liste il candidato sindaco Danti, avvocato e persona rispettabilissima, compie una sorta di golpe, ovvero sigla un’alleanza con l’altra metà del centrodestra, ovvero quella fedele al vecchio sindaco sfiduciato. Operazione politicamente spregiudicata e che, automaticamente, ha portato alla rottura con chi quel sindaco e quell’amministrazione aveva contributo ad affossare. Al sindaco Danti va riconosciuto il merito dell’onestà intellettuale, nel momento in cui ha dichiarato di aver preso questa decisione per evitare che due liste di centrodestra favorissero gli avversari, ovvero il centrosinistra. Peccato che il centrodestra unito la batosta l’abbia presa comunque. E allora viene da chiedersi: forse il problema non stava nell’andare divisi, ma proprio nell’aver scelto i compagni di strada sbagliati? O forse si pensava che i cittadini sarebbero stati tanto ciechi da non comprendere che la ritrovata armonia politica a poche ore dalla presentazione della lista nascondesse in realtà soltanto un accordo di potere? Forse gli elettori si sono resi conto che un’amministrazione composta dagli stessi che c’erano prima e che erano stati mandati a casa non avesse grande respiro? E che magari Danti come già in precedenza finisse azzoppato dopo pochi mesi? Una cosa è certa, a Montefiascone il centrodestra ha dato una pessima prova di sé. Per vincere ha scelto la formula dell’Armata Brancaleone, credendo che gli abitanti del colle falisco finissero con l’ingoiare una minestra riscaldata e indigesta. Una sconfitta cercata, voluta e ampiamente meritata.

Da Montefiascone ci spostiamo a Vetralla dove la spregiudicatezza politica sta tutta a sinistra. Ed è la tipica spregiudicatezza di certo Pd che se ne  frega dell’opportunità politica e che considera gli amici intoccabili e liberi di fare tutto. Anche di candidarsi a sindaco se si trovano sotto inchiesta giudiziaria, come ha fatto l’ingegner Flaminia Tosini. Ho scritto un post in sua difesa quando fu arrestata, perché ho collaborato con lei ai tempi in cui ricoprivo l’incarico di addetto stampa della Provincia, e so che è una professionista molto seria. Spero sinceramente che riesca a dimostrare, come credo, la sua innocenza. Ciò premesso non mi è sembrata davvero una bella trovata la sua candidatura a sindaco avvallata da quella parte del Pd che ormai da tempo è maggioranza nella Tuscia e gestisce il partito con piglio autoritario e arrogante; anzi a dirla tutta l’ho letta come un gesto di sfida nei confronti sia degli inquirenti che portano avanti l’indagine, sia contro gli stessi ex compagni di maggioranza che legittimamente hanno espresso dubbi. Con il risultato che il centrosinistra si è spaccato di fronte a quella che è apparsa chiaramente una presa di posizione fortemente sprezzante delle regole; regole non scritte, ma di buon senso e opportunità che richiedono prudenza. Quella prudenza che state certi sarebbe stata pretesa se a stare sotto inchiesta e a candidarsi comunque fosse stato un avversario politico.

Con il risultato che il Pd è andato incontro ad una rovinosa sconfitta cui ha fatto da contraltare la resurrezione politica dell’onnipotente Sandrino Aquilani, sindaco dagli anni ottanta, tornato perfettamente in sella dopo che cinque anni fa la sua stella cometa era sembrata ormai in declino.

Per il resto mi pare che di grandi sorprese non ce ne siano state. A parte la performance del senatore Umberto Fusco a Vitorchiano che non ho ben capito da quale logica sia stata ispirata, se non forse dalla pretesa di essere parte attiva del declino del salvinismo testimoniandolo personalmente anche nella Tuscia.

Americo Mascarucci

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