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Comunali,  la sfida di Chiara

Comunali, la sfida di Chiara

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Teatro San Leonardo ore 11 di sabato 14 maggio, presentazione delle liste per le comunali: un giorno atteso per 4, lunghi anni dal movimento Viterbo 20 20, dopo la sconfitta sul filo di lana da parte di Giovanni Arena.

Ma ora il momento della rivincita è arrivato per i ventiventini, perchè di quello si tratta: perchè queste comunali passeranno dopotutto alla storia come “la sfida di Chiara” ad un intero establishment, per il tentativo di scalfire  gli equilibri di una politica viterbese cristallizzatasi nei decenni, inefficace e colpevole di mancanza totale di una visione.

Sarà per questo che il teatro san leonardo era pieno come un  uovo per il suo momento, quello di Chiara, perchè, la si ami o la si odi, in ogni caso, è lei a rappresentare l’unica discontinuità con un passato rovinoso per una città ora ridotta ai minimi termini.

La percezione è quella, Chiara l’antisistema, il resto sistema, logoro, poco credibile, da mandare in soffitta: ed il messaggio è passato, lo si sente nell’aria, e la veridicità, che si vedrà a bocce ferme,  è del tutto superflua.

Se un candidato riesce a rappresentare tutto il malcontento crescente in città ha già vinto, certo poi c’è il timbro elettorale, l’agone tutto da giocare, la campagna elettorale da affrontare, ma non tutti partono dallo stesso punto, la parità non c’è, qualche incollatura più avanti chi rappresenta l’inedito, il “fuori dal palazzo” c’è già.

E non è un male che Chiara  si commuova, che perda un po’ di quel self control che manda sempre avanti una volontà di ferro, che non sempre fa simpatia, ma fa saldezza dei nervi, testardaggine, di quelle vere.

Umanizza, talvolta ci vuole, fa empatia: tanto di battaglie ce ne saranno tante da fare e la vulnerabilità sarà un lusso da non potersi più permettere.

Perchè la sfida di Chiara non ammette distrazioni e tentennamenti, primo passo resettare l’esistente, poi sarà tempo di costruire, ma con decisione, fermezza e calma, perchè persino Roma “wasn’t build in a day”.

(pasquale bottone)

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