Home Politica Comunali: “I disabili sono persone “speciali”, bisogna fare molto di più per loro”: cittapaese.it incontra Tiziana Piccioni, candidata con la lista “Impegno Comune” per Serra sindaco
Comunali: “I disabili sono persone “speciali”, bisogna fare molto di più per loro”: cittapaese.it incontra Tiziana Piccioni, candidata con la lista “Impegno Comune” per Serra sindaco

Comunali: “I disabili sono persone “speciali”, bisogna fare molto di più per loro”: cittapaese.it incontra Tiziana Piccioni, candidata con la lista “Impegno Comune” per Serra sindaco

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Una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche sociali e della disabilità inevitabilmente accade che la abbia chi con esse ha dovuto giocoforza confrontarsi: è il caso di Tiziana Piccioni, tecnico di laboratorio biomedico all’ospedale Belcolle di Viterbo che ci racconta la sua non facile storia (è  candidata alle comunali per la lista “Impegno Comune”, una delle due  che appoggiano la candidatura a sindaco di Francesco Serra).

“Quando mia figlia aveva quattro anni mi resi conto che le cose non andavano bene, non cresceva regolarmente e non parlava: i medici a Viterbo non riuscivano a darmi una spiegazione, così mi racai negli States dove mi venne svelata la terribile diagnosi: la bambina era affetta da sindrome di Rubistein- Taybi,  una sindrome malformativa rara, caratterizzata da anomalie congenite (microcefalia, facies caratteristica, pollici e alluci larghi e ritardo della crescita postnatale), bassa statura, disabilità cognitiva e disturbi comportamentali. Da allora la  mia vita, inutile aggiungerlo, è completamente cambiata”.

Si è molto complicata…

“Soprattutto perchè, tornata in Italia, ho trovato la nostra Sanità molti anni indietro rispetto a quella americana e  purtroppo ho compreso ben presto che qui da noi manca la cultura della disabilità, del “diverso”, c’è  molta superficialità nei confronti di questi problemi, un deficit notevole di sensibilità”.

Cosa ha notato innanzitutto?

“Che nessuno mostra curiosità, attenzione nei confronti di queste persone che io non definisco disabili, ma speciali, perchè piene di inventiva, con un tasso di sensibilità artistica sovente molto alto. Li si fa vivere in contesti non all’altezza, che spesso sembrano ghetti, senza pensare ad un progetto che li riguardi: a Viterbo per la sindrome di Rubistein Taybi siamo molto indietro, manca anche la classificazione in codice. Sarebbe giunto il momento di fare qualcosa”.

Ad esempio?

“Destinare risorse, tempo, a questi individui “speciali”, eliminare dall’assistenza i giri clientelari e le raccomandazioni che purtroppo persistono: controllare bene che le associazioni che se ne occupino non lo facciano solo per business, ma anche con passione e professionalità. Quest’ultima è indispensabile per affrontare queste realtà che hanno bisogno di competenza, di applicazione, di grande conoscenza”.

Qual è il suo sogno più grande?

“Che mia figlia possa occupare il tempo partecipando ad un laboratorio teatrale, ad esempio, che quelli come  lei abbiano gli spazi giusti per vivere con dignità ed anche con divertimento la loro vita “speciale””.

Come mai ha accettato di candidarsi?

“Perchè la battaglia e appassionante, merita impegno e poi perchè ho molta fiducia in Francesco Serra, un uomo serio, onesto, un ottimo professionista che può fare molto per Viterbo”.

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