Home Politica Comunali: “Cucù, il Pd non c’è più”, l’atto finale del dramma di un partito mai nato neanche a Viterbo
Comunali: “Cucù, il Pd non c’è più”, l’atto finale del dramma di un partito mai nato neanche a Viterbo

Comunali: “Cucù, il Pd non c’è più”, l’atto finale del dramma di un partito mai nato neanche a Viterbo

0
0

E va bene. ma che cambia dopotutto se la minoranza del pd all’assemblea comunale ha annunciato che non farà parte della lista del partito che appoggerà la Ciambella a candidato sindaco? Cucù, il partito non c’è più (ma ci era mai stato in quanto tale a Viterbo? Probabilmente no). I “democratici” dopo aver conquistato il comune con il sostegno del moderato Michelini non hanno fatto che rovinare la vita a se stessi e allo stesso primo cittadino che poi giustamente alla fine ha detto “ragazzi, grazie di tutto vi saluto” e si è fatto da parte.

Dispetti, sguardi feroci, accordi e disaccordi, questo lo spettacolo molto spesso poco edificante che si è parato dinanzi ai nostri occhi in questi anni, mettendo in secondo piano alcuni risultati raggiunti dalla amministrazione molto, ma molto meno disastrosi di quella che è stata la percezione generale.

E se parliamo di riaperture di teatri, musei, di inizio di un ragionamento da fare inevitabilmente sul centro storico, non parliamo di bazzecole: ma il “messaggio” non è passato, un po’ perchè nessuno si è posto il problema di come comunicare  nella maniera giusta con i cittadini, un po’ perchè le liti sono state talmente continue e stressanti che si è avvertito chiaro questo continuo guerreggiare senza senso.

Con un partito unito, il pd, il csx avrebbe potuto lasciare il segno: sinceramente ci è sembrata eccessiva l’accelerazione dei fioroniani per la Ciambella sindaco, pur essendo quest’ultima front woman  di tutto riguardo,  forse sarebbe stato meglio iniziare e portare avanti una discussione accurata e seria per giungere ad una candidatura unitaria.

Non ci ha convinto, però, neanche quello che è successo oggi pomeriggio all’assemblea comunale con la minoranza che ha rinunciato ai suoi 12 candidati in lista scegliendo alternative che nessuno ancora conosce o uno sdegnato aventino.

Non c’è stato molto dibattito in questi anni nel Pd è vero, il dialogo è mancato, il pensiero unico renziano ha tiranneggiato: ma non so se un pd che si spegne così tristemente riscatterà qualcuno o darà altre chance a qualcun altro.

Quando si arriva ad uno stato di cose simile a perdere sono sempre tutti, specie gli elettori che ancora ci credono, i meno fortunati che il partito dovrebbe sorreggere, gli eredi di storiche tradizioni ridotte a tragica farsa, il pluralismo  di un’intera città, con una delle sue forze politiche di maggior peso che implode così fragorosamente, il buon senso, e non ultimo, lo stesso dibattito democratico che passano a miglior vita.

(pasquale bottone)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *