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Clamoroso a Viterbo, il partigiano Johnny prese (addirittura!) una decisione

Clamoroso a Viterbo, il partigiano Johnny prese (addirittura!) una decisione

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E alla fine il partigiano Johnny Mary Arena prese non il fucile, bensì una decisione sul suo futuro politico.

Considerata la sua non usurpata fama di reuccio dei social, l’ex mayor Johnny ha comunicato la decisione, che teneva da giorni tutta la cittadinanza viterbese con il fiato sospeso, sul social (degli anziani) per eccellenza.

“Impossibile ritornare con gli ex alleati – ha scritto, con il suo classico stile anema e core, il partigiano Johnny – che, invece di affrontare una discussione pubblica in consiglio comunale su eventuali criticità, hanno preferito, la vigilia di Natale, recarsi dal notaio per firmare e quindi far decacadere (sic: forse ha scritto il post mentre era in bagno) l’amministrazione comunale, rendendosi protagonisti di un atto gravissimo, mai verificatosi nella storia della nostra città. Tutto ciò accadeva nel periodo di massima diffusione del covid e con innumerevoli opere pubbliche che si stanno concludendo e che inizieranno nei prossimi mesi”.

Nell’attesa che sia reso ufficiale quello che persino il cane lupo di Jack Barelli sa da tempo, ossia che l’ex mayor Arena si candiderà in una lista fiancheggiatrice della candidata sindaco panunziana Alessandra “Tronky” Troncarelli, permetteteci qualche sintetica riflessione su questa (poco) sofferta decisione del partigiano più celebre della Tuscia.

Senza tornare troppo indietro, ai tempi in cui il partigiano Johnny abbandonava al suo destino il vecchio amico Pino Lazzarini (a proposito di tradimenti) per continuare una brillante carriera in Forza Italia, basta focalizzare un po’ meglio quanto è accaduto alle ultime comunali, a.d. 2018, non un secolo fa.

La Lega Salvini, che allora era il primo partito del centro-destra, propose la candidatura a sindaco del giornalista Mediaset Alessandro Usai. Un candidato di tutto rispetto, un nome noto in città, e non solo in città, che aveva già riscosso la tacita approvazione di Fratelli d’Italia.

John Mary Arena, ansioso di coronare una carriera da mezzala con il laticlavio che era stato anche del padre (sindaco DC nella preistoria della Prima Repubblica), fa fuoco e fiamme con il Venerabile Berluscones Antonio Tajani e lo stato maggiore di Forza Italia per ottenere la candidatura a sindaco.

La sfanga e diventa sindaco dopo un ballottaggio con Chiara Frontini che lo vede prevalere sull’avversaria per poche centinaia di voti.

La sindacatura del partigiano Johnny è stata un autentico disastro, dentro e fuori il comune hanno trionfato i comitati di affari e gli accordi trasversali stretti con la finta opposizione rappresentata dal PD panunziano, Barelli & Erbetti in Nori.

La ciliegina sulla nauseabonda torta è stato l’appoggio che l’ex mayor Johnny ha dato alla coalizione inciucista-trasformista PD panunziano, Forza Italia, il qualunquelista Sergio Insogna, Barelli & Erbetti in Nori che ha eletto lo statista battistonianpanunziano Alessandro Romoli presidente dell’amministrazione provinciale.

E questo dopo aver giurato e spergiurato che mai e poi avrebbe dato il suo voto in provincia (dove, com’è noto, il voto ora è espresso non dai cittadini ma dai sindaci e i consiglieri dei comuni della provincia) a una coalizione che non fosse di centro-destra.

La Lega Salvini e Fratelli d’Italia, che invece sostenevano come candidato presidente il sindaco di Tarquinia Giulivi, si sono sentiti (giustamente) traditi e hanno sfiduciato Arena insieme all’unico consigliere di (vera) opposizione (Luisa Ciambella, PD non panunziano).

Ora il partigiano Johnny, che per tre anni abbondanti ha (s)governato il comune anche con la complicità della finta opposizione (PD panunziano, Barelli & Erbetti in Nori), va a parlare malvolentieri con il Venerabile Berluscones Antonio Tajani e lo stato maggiore di Forza Italia, perché non è più nelle condizioni di poter pretendere alcunché, e scrive post su post per addossare ai vertici nazionali e locali del suo ex partito il tradimento dell’alleanza di centro-destra consumato in provincia.

A differenza di quanto scrivono le webgazzette stra-local specializzate nel trattamento “bastone & carota”, John Mary Arena non è diventato “rosso”, né tanto meno un “compagno”. E’ sempre il solito politico (in)capace di tutto. E questo lo sa lui, lo sappiamo noi e soprattutto lo sa chi lo ha finora utilizzato, e pensa di utilizzarlo ancora, per i suoi giochi di potere.

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