Home Spettacoli Cinema, la recensione: “Una giusta causa” di Mimi Leder
Cinema, la recensione: “Una giusta causa” di Mimi Leder

Cinema, la recensione: “Una giusta causa” di Mimi Leder

0
0

E torniamo al cinema con il bellissimo film di Mimi Leder, ” Una giusta causa”, che ha a che fare con la biografia e il tributo a Ruth Bader Ginsburg, personaggio intenso e reale della “donna Magistrato,” che al pari di una schiera di uomini si è battuta per far prevalere i diritti del suo “genere” in una America fosca e retrograda. Un film ben orchestrato, la cui sceneggiatura è stata scritta da Daniel Stiepleman, nipote di Ruth, figlia di ebrei russi trapiantati negli Stati Uniti d’ America. E’ una pellicola che getta luce sul percorso doloroso e faticosissimo di una donna che deve emergere, e che riesce ad imporsi prepotentemente come paladina della legislazione in un paese ottuso, che non vuole evolvere, e che ripercorre le tracce dei passaggi socio- culturali e politici degli anni 60 del secolo scorso fino agli anni nostri . E’ un film che vuole mettere l’accento su tematiche care e spinose alle donne, in un contesto storico importante, utilizzando un dibattito incalzante ed arguto, realmente documentato, sul femminismo e la sua evoluzione. L’America è quella profonda, sempre la stessa de ” Il buio oltre la siepe,” di 20anni prima, racchiuso in quel capolavoro descritto con immensa intensità, nel romanzo di Harper Lee, che descriveva sapientemente una America precedente, quella degli anni 30, dove Atticus Finch, un noto avvocato prendeva le difese di una persona di colore, ed era disposto ad insabbiare un omicidio pur di far prevalere ” Una giusta causa”.

Ora torna alla ribalta e prepotentemente, con finalità analoghe, Ruth Bader Ginsburg, una delle più grandi eroine a “Stelle e striscie”. E come lei, emerge il personaggio combattivo della figlia, che tra un litigio e l’altro, trova insieme alla madre la ” giusta causa” per discutere, trovare risposte, sollecitare interrogativi, attivare un dialogo colto, su problematiche in via di evoluzione, divenendo a consapevoli risposte unite e credibili sulla giustizia, troppe volte umiliata. Ruth Ginsburg, ha lottato tutta la vita per una nuova costituzione in grado di migliorare il destino delle donne, denunciando le discriminazioni insite nel sistema giudiziario Americano.

Lei, Ruth, è una vera combattente, che in gioventù fu la migliore studentessa di Harvard e della Columbia University, ma nonostante ciò, per molto tempo tardò ad imporsi e a trovare un impiego in uno studio legale, dove la prevalenza e il dominio maschilista pretendeva di oscurarla, pur essendo lei la migliore in assoluto. In seguito le sue sentenze come giudice della Corte Suprema Americana, hanno soddisfatto buona parte della giurisprudenza di un paese, inizialmente non troppo solidale ad accoglierle. Bill Clinton la volle nel 1993 nel ruolo di giudice, perchè da sempre è stata definita una guerriera in gonnella, una che non ha mai piegato la testa di fronte ai retaggi culturali, opprimenti degli indifesi e delle donne. Fin dai tempi dell’università si è sentita chiedere perchè non avesse lasciato il posto ad un uomo, a favore del personaggio ” angelo del focolare”, ma lei ha sempre risposto che “Una giusta causa” era troppo importante perchè potesse essere disattesa, da lei e dalle donne tutte. Oggi 86enne, Ruth è fulgida esponente di un mondo che non vuole, ma pretende diritti.

La Ginsburg, l’innovatrice, ha impostato una rivoluzione, controllando rabbia e dolore, e tenendo a bada le emozioni, ma fondando la sua ” rivoluzione” sulle giuste parole e sul duro e determinato lavoro. Tutto in questa pellicola è in movimento, il dibattito è incalzante, frenetico e attivo, vicende che nascono, si sviluppano e maturano, lo sfondo è quello del “68”, pietra miliare, tra gli anni che hanno imposto un sorpasso alla storia. Il rinnovamento voleva entrare dalla porta principale. Mimi Leder, innamorato della persona di Ginsburg, ne tratteggia i dettagli, le sfumature, il carattere, le debolezze, le passioni e gli insuccessi fino alla vittoria finale, fino a quando la vera donna, il vero “avvocato” non emerge in ogni forma del suo essere fino al successo globale.

E’ stata professoressa di nuove generazioni, di esempio per le nuove leve della giustizia, per decenni immagine forte e paladina della Costituzione. Nulla prese mai il sopravvento su di lei, se non la giustizia stessa e lo spirito edificante racchiuso in questa “Causa”. Tutto in questo film è ” Legal Movie”, nulla di impossibile tranne le sfide o come lanciarsi in imprese titaniche possa, anzi debba diventa la priorità. La giustizia spesso, non è scritta nei codici, e in base ” al sesso e al genere” i conti non tornano, quasi mai. Atticus Finch, diventa allora la strada maestra da seguire. Questo è un film del 2018, diretto da Mimi Leder, con protagonisti “Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux, Sam Waterston e Kathy Bates”. Buona visione.

Maria Grazia Vannini

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *