4 Ottobre 2022

Blog Giornale Quotidiano

“Chiaretta dei Miracoli” era pura fiction, il “sogno” è già finito

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A tre mesi dalle elezioni vinte per un vento favorevolissimo che soffiava nella sua direzione, quello dell’antipolitica,  Chiaretta dei Miracoli non esiste più: è tornata la ragazzina scaltra che era, che faceva politica dalla adolescenza e che aveva un solo obiettivo, arrivare a diventare qualcuno, nella sua città, per tacitare l’egocentrismo ridondante e la voglia di apparire che erano le sue primarie esigenze da soddisfare.

E’ stata per dieci anni in campagna elettorale, ha dispensato ideali di giustizia, di rinnovamento della città perchè il traguardo era sempre quello, lo scranno più alto di  palazzo dei priori, e si avvicinava sempre più, per le mille incongruenze della politica, per l’inconsistenza dei partiti, la  stanchezza della gente: allora ha caricato tutti a bordo, sulla nave della speranza, come in un pellegrinaggio a Lourdes, in una mera, cinica e spietata operazione di marketing.

Una volta arrivata in porto ha poi fatto scendere tutti, perchè il suo ego aveva bisogno di spazio, tanto spazio, e quello che serviva era solo la manovalanza, gli yes man, i baciapile  adoranti, i collaboratori Marvel da poter muovere a suo piacimento, senza traumi, affinchè solo nuova luce portassero al volto della “bambina d’oro” da esporre alla città.

Il cambiamento di “Chiaretta dei Miracoli”  finisce qui, dove era cominciato, in una Viterbo desertificata dalla crisi, in una squadra  di dopolavoristi della politica senza gloria e progetto nati per fare da cornice e condotti e guidati con l’unico assillo della remissività: “Chiaretta dei Miracoli” non ha voluto accanto a sè professionisti seri, ha subito abbandonato i seguaci critici e sinceri che l’avevano portata dov’è con i loro suggerimenti, ha pensato da subito di essere autosufficiente, di essere ormai chiarore autonomo e potente.

Ma a parte qualche periferica festa di piazza la sua luce non ha avuto mai la forza finora di splendere, è stata oscurata come nelle tenebre persino dalla ribellione di un facchino ribelle e esasperato che a questo punto, però, andrà capito nel suo gesto forse conseguenza di una rapporto difficile con istituzioni troppo inesperte per esserlo ancora.

E nei pochi consigli comunali fin qui tenutosi altro non ha fatto che rivendicare coerenza, lavoro, carte in regola, idee chiare, ma senza mostrarle e senza accettare un dialogo aperto e franco con l’opposizione.

Eppure anche a 33 anni oltre che decisione si può mostrare carisma, disponibilità, umana  simpatia, rispetto per le persone, se si ha dentro lo spirito del vero leader e si parte dal bene comune e non dalla montagna scivolosa  della presunzione e dell’arrivismo duro e puro.

Ma se si recita in un format scritto su misura solo per raggiungere in ogni modo la meta  ambita,  il potere, si sarà sempre pallide regine senza corona, sul trono traballante della recita scolastica.

Devo ammettere che in questo sogno di ripartenza di puro e solo marketing  ho creduto anche io per qualche tempo ed in campagna elettorale mi sono addirittura speso perchè si realizzasse con energia: non si finisce mai di sbagliare nella vita e di credere in buona fede che la piattezza assoluta di una città uccisa da incompetenza e clientelismo atroce potesse essere riscattata da un bagno rigenerante di fresche temerarietà da anni verdi.

Ho sbagliato, e faccio ammenda: seppur sbandierato a lungo ed appena “inaugurato” il nuovo a volte può essere già più vecchio del vecchio più ostinato.

(pasquale bottone)

 

 

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