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Chiara Frontini:  “Incontrerò le associazioni gay”

Chiara Frontini: “Incontrerò le associazioni gay”

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Pur non potendo affermare di essere stati suoi amici, abbiamo conosciuto bene Joan Peter Boom (1936-2011), per tutti Peter Boom, olandese naturalizzato italiano che è stato tra i fondatori del movimento gay, o LGBT+ come si dice ora, nel nostro paese.

In quello che può essere considerato il primo “gay pride” italiano, ossia la contestazione al congresso degli psichiatri a Viareggio nel 1972, Peter Boom c’era, e in prima fila.

Come c’era, e sempre in prima fila, quando furono fondati il F.U.O.R.I. (acronimo di Fronte Unitario Omosessuali Rivoluzionari Italiani) e l’Arci Gay.

Gli ultimi anni della sua vita, Peter Boom, che è stato cantante, attore, doppiatore, scrittore e tanto altro, li ha passati qui in provincia di Viterbo. Il suo ultimo domicilio è stato nel centro storico di Bagnaia, dove è morto.

A Viterbo, pochi mesi fa, è stato (ri)fondato l’Arcigay e una sua associazione affiliata è stata dedicata proprio a Peter Boom.

L’Arcigay e l’associazione Peter Boom sono intervenute più volte, nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali viterbesi, per chiedere ai candidati sindaco, in particolare ai due che si sfidavano al ballottaggio (Frontini e Troncarelli), di aderire alla piattaforma “Viterbo a colori” e di concedere il patrocinio dell’amministrazione comunale al “gay pride” viterbese prossimo venturo.

La neosindaca Chiara Frontini, a differenza della sua avversaria, ancora non si è pronunciata né pro né contro le proposte dell’associazione Peter Boom.

Il mancato assenso, secondo i soliti noti, sarebbe la conferma di una latente omofobia “di destra” che alberga tra i frontiniani. E questo perché Luca Barbareschi, in qualità di ospite del sindaco di Sutri (e assessore in pectore frontiniano) Vittorio Sgarbi, ha sparato a zero contro presunte (per lui certe) “lobby gay”: ma la Frontini ha già fatto sapere che ascolterà di persona le proposte delle associazioni gay.

In casi come questo, Peter Boom, che era un autentico libertario avulso da qualsiasi pregiudizio politico, avrebbe chiesto un appuntamento a Chiara Frontini per illustrarle la bontà delle proposte.

I suoi eredi, al contrario, hanno già bollato, in base a degli errati pregiudizi politici, la neosindaca come una bieca omofoba barbareschian-sgarbiana. Poco importa che nelle sue liste ci fossero molti più esponenti del movimento LGBT+ rispetto a quelli presenti nelle liste dei suoi avversari.

Figliol* mie*, peterboomisti immaginari.

(Adolfo Coltano)

 

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