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Caso Orlandi, il codice rivelato dalla suora riapre il giallo

Caso Orlandi, il codice rivelato dalla suora riapre il giallo

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Nel caso di Emanuela Orlandi un codice usato dai rapitori, il “375”, riapre il giallo. Fu una religiosa, suor Dolores, direttrice della scuola di musica frequentata dalla quindicenne scomparsa, a dichiarare all’Ansa che Emanuela quel pomeriggio (il 22 giugno di 35 anni fa) si confido’ con alcune amiche iscritte ai corsi dicendo loro che un quarantenne le aveva appena proposto un lavoro di volantinaggio pagato ben 375 mila lire per due ore. Cifra spropositata, che conteneva un messaggio in codice destinato alle controparti vaticane dei rapitori. La novità è stata scoperta e rilanciata dal Gruppo Fb di Giornalismo Investigativo fondato da Fabrizio Peronaci, caposervizio del Corriere della sera.

Era stato Marco Accetti, il fotografo a lungo indagato per il sequestro, il primo a parlare di numeri e codici. Nel suo memoriale aveva scritto che il “375” era un riferimento alla data dell’apparizione della Madonna di Fatima (13.5.17), che le controparti vaticane dei rapitori della Orlandi avrebbero per ovvie ragioni immediatamente riconosciuto.

Di recente una fonte di Peronaci ha aggiunto che il 3, 5 e 7 “potevano avere un ulteriore scopo: richiamare, a chi sarebbe stato in grado di comprendere la natura del ricatto, i 375 giorni di distanza tra la scomparsa di Emanuela, il 22 giugno 1983, e quella del banchiere Roberto Calvi, avvenuta il 12 giugno 1982, quando il suo legale presentò denuncia, 5 giorni prima del “suicidio” sotto il ponte dei Frati Neri”.

Per Peronaci, che sul caso Orlandi ha scritto due libri, queste ultime novità rappresentano “un riscontro importante, che inquadra bene, una volta per tutte, il movente multiplo del rapimento: da un lato il contrasto all’anticomunismo di Wojtyla (attuato “giocando di sponda” con Alì Agca, indotto a ritrattare le sue accuse ai bulgari), dall’altro la questione economica, lo scandalo dei soldi ottenuti dalla mafia, un fiume di danaro transitato in Vaticano attraverso l’Ambrosiano e in gran parte dirottato in Polonia per sostenere la causa antisovietica di Solidarnosc”.

Diverso il parere di Pietro Orlandi, il fratello, che ha pubblicato un verbale della sorella Federica (l’ultima a sentire al telefono Emanuela) secondo il quale la scomparsa aveva parlato di 350 mila lire. Si tratta di un interrogatorio davanti ai carabinieri svolto però a oltre un mese dai fatti e quindi successivo alla dichiarazione di suor Dolores. In ogni caso per Orlandi quelle di Accetti restano “invenzioni frutto di megalomania” e il problema è semmai un altro: ottenere dal Vaticano il famoso dossier sulla scomparsa della sorella, a suo dire ancora custodito in qualche forziere e contenente verità molto scomode per la Chiesa.

Massimo Cassola

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