Home Cronaca Caso Orlandi, Emanuela uccisa la sera stessa della scomparsa? Vatican connection, 35 anni dopo
Caso Orlandi, Emanuela uccisa la sera stessa della scomparsa? Vatican connection, 35 anni dopo

Caso Orlandi, Emanuela uccisa la sera stessa della scomparsa? Vatican connection, 35 anni dopo

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Dal blog di Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della sera e scrittore (ultimo libro, “La tentazione”), pubblichiamo questo servizio che svela particolari inediti sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, esattamente 35 anni fa (22 giugno 1983), e di Mirella Gregori, rapita un mese e mezzo prima.

La fonte principale degli ultimi sviluppi sul caso Orlandi-Gregori è un prelato eminente e molto anziano, oltre i 90 anni d’età. Fortunatamente per lui, pur avendone viste tante e non sempre commendevoli, gode di buona salute. Ha un’ottima memoria. E uno spiccato senso di giustizia. All’epoca del sequestro di Emanuela e Mirella (maggio-giugno 1983), collaborava sia con la congregazione dei vescovi sia con quella per la dottrina delle fede, nell’ambito di alcune indagini riservate sull’operato di alcuni sacerdoti.

Ora, finalmente, dopo lunghi abboccamenti iniziati un paio d’anni fa, la nostra fonte con la fascia paonazza da monsignore ha deciso di esporsi un po’ di più. A chi gli chiede se è disposto ad andare fino in fondo rendendo pubblico il suo nome, però, risponde con tono pacato: “Mi sono persuaso a raccontare, fornendo elementi di riscontro, per amore di verità. La traccia è nitida, volendo seguirla”. C’è molto, in quel gerundio. “Volendo”… Una velata critica ai superiori in Vaticano, l’amarezza per le decennali reticenze, forse pure un’esortazione ad altri, che come lui sanno, a farsi avanti…

Su Emanuela Orlandi, i tasselli emersi nelle ultime ore delineano uno scenario terribile: la quindicenne sarebbe stata vista poco dopo le 19 di quel 22 giugno all’Aventino, a bordo di una Bmw verde, avrebbe tentato di scappare mentre era ancora a Roma e subito dopo sarebbe scattato il trasferimento verso nord, direzione Bolzano, passando per Bologna. Un sequestro attuato con un tranello, facendola salire in auto, e concluso in modo infausto.

Ma non è tutto. La fonte ecclesiastica, nel confermare che nel duplice sequestro ebbe un ruolo quel Marco Accetti indagato e poi prosciolto alla Procura di Roma, va oltre. E riferisce alcune notizie inedite, da valutare con la massima attenzione, anche sulla scomparsa di Mirella Gregori. “La presero perché avevano bisogno di una cittadina italiana per far credere che ad Agca sarebbe stata concessa la grazia”, è la premessa. E questo già lo si era ventilato. Schema doppio: la Orlandi per attuare pressioni sulla Santa Sede, la Gregori sull’allora presidente Pertini.
Del tutto nuove, oltre che sconvolgenti, sono invece le notizie su ciò che avrebbe fatto Mirella dopo essere uscita da casa in via Nomentana.

La fonte sostiene di ricordare bene luoghi e circostanze di ciò che gli venne riferito. “Dopo essersi allontanata volontariamente dalla propria abitazione il 7 maggio 1983, dicendo alla mamma che doveva raggiungere gli amici, la quindicenne incontrò alcune persone e fu condotta, con il suo assenso, in un appartamento dell’estrema periferia romana, in zona Anagnina”.
L’appartamento, se la memoria non lo inganna, si trovava sopra un parcheggio. E l’accordo, sintetizza il prelato, era di questo genere: Mirella Gregori avrebbe accettato di restare nascosta una settimana, in modo da consentire ai rapitori-ricattatori di avviare le loro richieste sotterranee, e in cambio di questa disponibilità la ragazza sarebbe stata ricompensata con un motorino, modello “Ciao”, da lei desideratissimo.

Ultimo dettaglio: arrivata nella casa dell’Anagnina la povera Mirella, vittima della sua ingenuità di quindicenne, si arrabbiò tantissimo perché le avevano promesso di farle trovare musicassette con le canzoni di Baglioni (da lei evidentemente preferite) e invece le furono date quelle di Battisti.

Adesso, alcune domande di buon senso si impongono. Queste importanti rivelazioni, essendo l’inchiesta sul sequestro Orlandi-Gregori ormai archiviata da tre anni, potranno mai essere sottoposte alle dovute verifiche? Le indagini giudiziarie, in altre parole, potranno essere riaperte? Esiste un magistrato, una autorità inquirente disponibile a farsi carico della diffusa domanda di verità sulla fine di Emanuela e Mirella? E infine: è tollerabile che un Paese civile rinunci a chiarire una pagina tanto inquietante e dolorosa del proprio passato, nonostante le evidenze di ombre e sospetti a carico di ambienti precisi e in presenza di indubitabili riscontri?
Lo vedremo nelle prossime ore, in questa giornata in cui la famiglia Orlandi e i tanti amici si ritrovano vicino San Pietro (piazza Giovanni XXIII, h 18.30), per ricordare che ben 35 anni sono trascorsi dalla scomparsa della loro amata Emanuela. Non invano, aggiungiamo noi, nell’auspicio che la breccia aperta dal monsignore induca altri a parlare e le gerarchie ecclesiastiche a fare finalmente luce.

Fabrizio Peronaci

(Fondatore Gruppo Fb Giornalismo Investigativo)

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