Home Politica Caso Grillo Jr, cari pentastellati della Tuscia battete un colpo, serve chiarezza
Caso Grillo Jr,   cari pentastellati della Tuscia battete un colpo, serve chiarezza

Caso Grillo Jr, cari pentastellati della Tuscia battete un colpo, serve chiarezza

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L’omertà, in politica come negli affari di Stato, è un’arma da usare con molta cautela. In tempi di guerra fredda serviva per le coprire i conflitti sotterranei e non dichiarati tra la Nato e il Patto di Varsavia. In Italia serviva per occultare le (evidenti) responsabilità dello Stato nelle stragi. L’omertà, in tutti questi casi di cui a distanza di decenni ancora si occupano storici, politici, magistrati e tribunali, aveva comunque una logica. Giusta o sbagliata che fosse. L’omertà odierna, al contrario, non risponde a nessuna logica, né giusta, né tantomeno sbagliata. E’ un’omertà che piuttosto ricorda quella delle mafie e delle organizzazioni criminali in genere. Il politico, stra-nazional o stra-local che sia, oggi è omertoso esattamente come lo erano, e in molti casi lo sono ancora, i tanti esponenti della cosiddetta “zona grigia” che, quando una raffica di mitra o un colpo di lupara scaraventavano esanime in mezzo alla strada il “disobbediente” di turno, si trasformavano immediatamente nelle proverbiali tre scimmiette.

Non vedo, non sento, non parlo. Ma l’omertà fa sempre rima con complicità e correità. Quando, ad esempio, il leader carismatico del tuo MoVimento diffonde via web un video in cui prende le difese del figlio, indagato per presunto stupro, gettando fango a palate sulla presunta vittima dello stupro con un armamentario polemico degno del peggior sessismo, e tu, che sei un parlamentare, un consigliere regionale, un consigliere comunale, un dirigente nazionale o locale di quello stesso MoVimento, non vedi, non senti e non parli?

Cosa ne pensano gli elettori del MoVimento 5 Stelle dell’allucinante video pro figlio suo di Beppe Grillo lo sapremo senz’altro in occasione delle prossime tornate elettorali locali e nazionali, ma intanto ci piacerebbe sentire dalle loro bocche, solitamente sempre aperte per condannare, dichiarare e propagandare, cosa ne pensano delle parole del loro leader carismatico, tanto per rimanere in un contesto strettamente stra-local, la senatrice Alessandra Maiorino (eletta in un collegio che comprende anche la nostra provincia) e i consiglieri comunali pentastellati della Tuscia Massimo Erbetti, Lorena Ciucci, Valerio Biondi, Maurizio Annesi, Andrea Andreani, Francesco Proietti e Davide Frate.

E magari cosa ne pensa anche il Centro Antiviolenza Penelope di Viterbo, perché, ma forse è solo una nostra impressione sbagliata, ricordavamo il Centro Antiviolenza Erinna molto più presente e attivo nei casi di stupro di risonanza sia locale che nazionale.

Cari eletti del MoVimento 5 stelle della Tuscia e caro Centro Antiviolenza Penelope, attendiamo le vostre risposte. Risposte, non omertà.

(Alfredo De Cosirma)

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