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Calcio e business, bufera sulla SuperLega, contrari tifosi e governi

Calcio e business, bufera sulla SuperLega, contrari tifosi e governi

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La Superlega finanziata da JPMorgan e promossa da 12 club europei è accolta da un coro di no e scatena una bufera. Per la Fifa è una “lega separatista europea chiusa”.

Per Ceferin equivale “a sputare nel viso a chi ama il calcio”. Gravina dice no: “il calcio è dei tifosi”. I tifosi dei sei club inglesi della SuperLega hanno respinto il progetto, definito “contrario ai valori dello sport” e la rivolta degli appassionati cresce sui social. Draghi “sostiene con determinazione” le posizioni di Figc e Uefa “per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”. Ma in Borsa il Manchester United fa un balzo del 9,3% e la Juve guadagna il 17%.  

Dieci miliardi di euro in 23 anni per la mutualità, da versare alla ‘piramide’ del calcio al di fuori dalla Superlega: è questa, apprende l’ANSA da fonti dei 12 club fondatori del nuovo torneo, la stima in termini di solidarietà. Il nuovo torneo “fornirà una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo”, è detto nel comunicato di ieri. Ora emerge che la stima è di 434 milioni l’anno per i prossimi 23 anni, 160 in più dell’attuale solidarietà Uefa. Destinazione, calcio giovanile, di base e femminile. I club della Serie A – intanto – tornano a riunirsi a breve per analizzare e discutere del progetto Superlega, svelato nella notte di ieri e di cui fanno parte Juventus, Inter e Milan. Il vertice segue il Consiglio di Lega andato in scena ieri, al termine del quale i club hanno deciso di condividere la posizione contraria alla Superlega insieme a Uefa, leghe e federazioni. Alla riunione potrebbero partecipare anche i tre club che hanno aderito al progetto del nuovo campionato. Il progetto della Superlega preoccupa l’Associazione italiana calciatori che, con una nota sul proprio sito, “prende atto, non senza preoccupazione, delle decisioni assunte nell’ambito del Progetto della Super League europea”. Così l’Aic “non nasconde la seria preoccupazione per le eventuali conseguenze disciplinari e sportive che potrebbero derivare in capo ai calciatori, loro malgrado coinvolti dalle scelte dei club di appartenenza”. Bisognerà quindi, secondo il sindacato dei calciatori che giocano in Italia, “garantire che ogni decisione in merito sia assunta all’esito di processi equilibrati e condivisi tra tutte le parti”. (ansa- foto ansa/Afb- all rights reserved)

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