Home Cronaca “Cafonal Viterbo”, la storia del “gazzettin paesano” che strillava amenità e dei politici che vi si prostravano in lagrime (coscienza macchiata?): il caso del Caporossi che vi perse faccia e dignità
“Cafonal Viterbo”, la storia del “gazzettin paesano” che strillava amenità e dei politici che vi si prostravano in lagrime (coscienza macchiata?):  il caso del Caporossi che vi perse faccia e dignità

“Cafonal Viterbo”, la storia del “gazzettin paesano” che strillava amenità e dei politici che vi si prostravano in lagrime (coscienza macchiata?): il caso del Caporossi che vi perse faccia e dignità

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In qualsiasi città del mondo occidentale, non nella “cafonal Viterbo 2018” il tuffo di un consigliere comunale in una fontana  il giorno della vittoria alle elezioni locali, se anche fosse scoppiato come caso ( se qualcuno vi avesse posto attenzione) sarebbe durato al massimo forse un giorno: poi un bonario “cazziatone” del  sindaco al consigliere, una piccola sanzione e tutto sarebbe passato via: nella città delle assurdità, la vecchia gloriosa, povera disgraziata Viterbo, invece dopo 35 giorni dall’accaduto un giornalista di provincia ci ha costruito una storia di pseudo morale per bigotti di paese da brivido, indicando il tuffatore folle come un mostro da sbattere in prima pagina, un killer della pubblica etica, un essere spregevole che avrebbe dovuto scusarsi prostrandosi e con lui il sindaco.

In una città in cui la corruzione dilaga e la morale è sempre più solo un ostacolo ai tanti business men presenti in politica (quasi tutti) l’attempato signorotto ne ha fatto una questione di vita o di morte lì con l’indice giudicante a voler indicare le decadute virtù cittadine.

Ti saresti aspettato una nota flash di sindaco e consigliere, scuse formali e via per l’inopportuno e volgare gesto: invece sono arrivate le giustificazioni con l’acqua santa di Arena, vittima consenziente già del gioco per cameriere depresse delle cartoline incorniciate dei vecchi amministratori ( a cui il sindaco non ha chiesto scusa) e la genuflessione totale di Caporossi che si è cosparso il capo di cenere e la faccia di terra concimata per chiedere scusa quasi in lagrime e addirittura trovando il coraggio (al posto della dignità) perduta di farsi promotore dell’aumento delle sanzioni per gesti del genere (si permette di diventare pure moralizzatore insomma, roba che solo a pensarla ce ne vuole).

Ecco un presidente di commissione che si umilia fino a tal punto a voi darebbe fiducia per il prosieguo della sua carriera? Specie facendo parte di un partito,  la Lega, dove tutti anche a Viterbo hanno mostrato indipendenza di pensiero, capacità di farsi rispettare e di incidere sul territorio, in primis il sempre attento alle esigenze della città senatore Fusco?

Ecco, in un partito che si propone di cambiare modo di fare politica forse Caporossi troverà posto solo per umana pietas: come Arena se continuerà a temere qualsiasi individuo che gli faccia delle domande, come farà a gestire i destini di una città?

Una città che deve vivere liberamente e senza i ricatti della politica più maleodorante e dell’informazione vetero-rurale più inutilmente onanistica, altrimenti nel consesso della civiltà occidentale la vetus urbs mai entrerà.

(pasquale bottone)e

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