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Caffeina, lettera di cittapaese.it a Mattia Feltri

Caffeina, lettera di cittapaese.it a Mattia Feltri

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Caro Mattia Feltri,

ci scuserà se saltiamo tutti i convenevoli d’uso (la seguiamo da anni, abbiamo letto tutti i suoi libri, leggiamo la sua rubrica su “La Stampa” tutti i giorni prima di qualsiasi altro articolo, eccetera) per venire subito al punto.

Lei da qualche anno dirige un webmagazine, “Huffpost”, che in Italia è parte integrante del gruppo editoriale GEDI (ossia gli eredi Agnelli, per chi fosse a digiuno di queste faccende economico-editoriali).

Tra i tanti illustri collaboratori della testata è annoverato anche il nostro concittadino Filippo Rossi.

Come Le è certamente noto, Filippo Rossi, come recita persino la testatina della sua rubrica su “Huffpost”, vanta le qualifiche di “giornalista professionista, scrittore, operatore culturale ed editore”. Oltreché (autoproclamato) “leader Buona Destra”, ça va sans dire.

E’ proprio sull’attività del Filippo Rossi “operatore culturale” che, semmai non ne avesse contezza, vogliamo (scusi la terminologia un po’ questurina) notiziarLa.

Per molti anni, il suo collaboratore ha organizzato, qui a Viterbo, un festival denominato “Caffeina Cultura”.

Una manifestazione che, nel corso degli anni, ha potuto usufruire di ingenti finanziamenti (soprattutto) pubblici e privati, nonché di agevolazioni di tutti i generi da parte dell’amministrazione comunale, di cui, per circa dieci anni, Filippo Rossi è stato magna pars attraverso la sua lista civica “Viva Viterbo”.

Malgrado tutti i finanziamenti e le agevolazioni e malgrado lo status di volontari (non retribuiti) della quasi totalità dei suoi collaboratori, “Caffeina Cultura” ha accumulato talmente tanti debiti da non poter più partecipare ai bandi e alle richieste di finanziamento con il proprio brand originale.

Quindi “Caffeina Cultura” da qualche anno a questa parte utilizza il sottomarchio “Associazione Culturale Compagnia del Teatro” per evitare spiacevoli diatribe con i numerosi creditori.

Cosa c’entrano in tutto questo Lei e “Huffpost”? Semplice: Filippo Rossi & Co. hanno chiesto un finanziamento al comune di Viterbo, tramite il citato sottomarchio caffeinista, per una manifestazione appellata “Huffpost Festival Viterbo”. Dopo aver ottenuto 5 mila euro, Filippo Rossi & Co. hanno immediatamente cambiato il titolo della manifestazione in “Caffeina verso Huffestival” (sic).

Cosa sia questa fantomatica manifestazione “Caffeina verso Huffestival” lo chiarisce un comunicato diramato agli organi d’informazione locali: “Arriva l’incontro in calendario a Viterbo per il secondo weekend di luglio, da venerdì 8 a domenica 10, con orari assolutamente serali nell’incantevole contesto del giardino di Palazzo dei Priori: è Caffeina verso Huffestival, un incontro di cultura e grandi autori con la presenza di Fulvio Abbate, Bobo Craxi, Domenico Iannacone, Diego Bianchi e Giuliana Sgrena, tra gli altri. Si tratta dell’anteprima del festival nazionale 2022 del quotidiano online HuffPost, che si terrà nelle piazze e nei siti del centro storico di Viterbo dal 16 al 18 settembre prossimi.  Letteratura, saggistica, giornalismo e arte sono gli ingredienti degli incontri dell’8, 9 e 10 luglio – tutti a ingresso gratuito – inseriti nel programma. Si comincia venerdì 8 (nella galleria del Teatro Caffeina in via Cavour 11): alle ore 19 Mattia Feltri presenta l’Huffestival 2022. Il direttore del quotidiano online Huffington Post illustrerà contenuti e invitati del festival nazionale di quotidiani”.

Personalmente non avremmo mai affidato l’organizzazione del festival nazionale di “Huffpost” a “Caffeina Cultura” e i suoi derivati, che in questa città e in questa provincia sono famosi solo ed esclusivamente per i loro debiti, ma crediamo che Lei non fosse al corrente di tutti i problemi piccoli e grandi che coinvolgono  Filippo Rossi & Co. Se vuoLe farsene un’idea precisa, Le consigliamo di consultare l’archivio di questo blog alle voci “Caffeina”, “Associazione Culturale Compagnia del Teatro”, “Filippo Rossi” e “Giacomo Barelli”,

Ma, come diceva quel famoso maestro televisivo, non è mai troppo tardi. Per tirarsi indietro da un festival che metterebbe in pessima luce sia Lei che “Huffpost”.

Confidiamo nella sua saggezza.

(Cittapaese) 

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