8 Dicembre 2022

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Bella Italia: Santarcangelo di Romagna, un luogo dove si respira cultura, innovazione, storia, satira e arte

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“Santarcànzal o Santarchènzli”.. (in romagnolo), è un piccolo comune della provincia di Rimini, vi si arriva tramite la E 45 o percorrendo la statale 9 della via Emilia, si estende tra le province di Forlì e Cesena. E’ un piccolissimo borgo medioevale, dove il fervore culturale ha radici antichissime e anche misteriose, come da ipotesi probatorie, quanto le sue numerose leggende. Fatto sta che in questo luogo, sono nati o hanno soggiornato personaggi assolutamente originali, eclettici e alcuni anche un tantino folli. Dall’antico Guido Cagnacci, noto alle cronache per i suoi scandalosissimi e incantevoli nudi di gloriose Cleopatre, fino agli ultimi comici come Fabio De Luigi o Daniele Luttazzi, passati tutti dal “Circolo del Giudizio” Il pensatoio delle menti eccelse, posto in loco. Possiamo però soffermarci su nomi notissimi, del calibro di Tonino Guerra, Antonio Baldini, Lorenzo Stecchetti, Nino Pedretti o Raffaello Baldini. Ma questa città è stata genitrice non solo di arte e poesia, ma teatralmente parlando anche del “Teatro in Piazza”, che continua ad attirare artisti della scena cosmopolita Europea. Santarcangelo dunque, ha sviluppato nel corso del tempo una originalissima enclave, dove l’intero Novecento ha cesellato figure alquanto significative. Il dopoguerra proprio qui, ha partorito il progresso e il pensiero libero, scaturito da menti anarchiche, dottori in erba, attori e scrittori in grado di avere visioni futuristiche di alto livello.

Ma per capire bene il luogo e i suoi abitanti, bisogna essere introdotti come lo sono spesso io, ospite di amici la cui casa è situata in un triangolo territoriale strategico, che va da via Modena a via Franchini e comprende via Togliatti. A un isolato da qui, Tonino Guerra ha abitato, dopo essere sfuggito al campo di concentramento. Nella ospitale casa che frequento da svariati anni, di proprietà appunto di amici, ho ascoltato storie fantastiche, riguardanti alcuni tra i più famosi personaggi del secolo scorso. Addirittura in alcune occasioni, ho avuto quasi l’impressione di sedermi sulle ginocchia di Raffaello Baldini,di Paolo Poli o del pittore Folli, e perchè no, anche su quelle di Federico Fellini, che un paio di volte ha fatto il suo ingresso li.

Quell’ ambiente ha conservato la loro aura. La casa appartiene alla mia amica “Giaele”e a suo marito “Aroldo,”una signora intelligente ed ironica, nella fattispecie sorella di Nino Pedretti, lo scrittore “Santarcangiolese “che ha orientato i suoi scritti in un ambito terreno e umanitario decisamente profondo. Al “Circolo del Giudizio”che tradotto significa “ritrovo sulla riflessione a tema”, sono state composte importantissime massime, successivamente tradotte in dialetto, e recitate come le famose ” Zirudelle”, dove Stecchetti ha espresso l’eccellenza della sua satira, affiancato da questo gruppo di intellettuali, fucine di sapere e di originalità. Su queste colline non è mai mancata nè la scrittura nè la pittura, addirittura il grande Nicolini, pittore e scrittore, autore di sceneggiati e produttore di cortometraggi , varcava la soglia del Circolo, per confrontarsi con Elio Petri, romanziere che saliva appositamente da Roma per dialogare con i migliori amici. Ne nasceva certamente uno scambio di idee, o dato che si trovava nella fucina del sapere, per crearne di nuove. Tra loro c’era anche il pittore Moroni, solo per citarne uno famoso. Il primo a scappare a Roma fu Tonino Guerra,  lo seguì a breve Nicolini , mentre Raffaello Baldini ricevette l’invito a scrivere per l’Espresso a Milano. Ebbene si, Santarcangelo è tutt’ora un luogo dove si respira cultura, innovazione, storia, satira e arte, attraverso i pulviscoli dall’aria. Uno degli ultimi racconti di Giaele, che ho appuntato nella memoria, mi si è dipanato sulle orecchie, mentre stavo appollaiata su una poltrona arrotolata come un gatto, da cui potevo ammirare le foto incorniciate di tutti i personaggi citati. Le tappezzerie e le pareti di quel salotto sono rimaste come me affascinate da quei racconti, l’ultimo dei quali, ha riguardato il suo amico fraterno Raffaello Baldini… ” Sai Grazia, Raffaello era uno che temeva di essere contaminato da batteri, si lavava le mani in continuazione, beveva solo in bicchieri accuratamente sterilizzati. Non stringeva mai la mano a nessuno, piuttosto che sedersi su una poltrona appena liberata, ma ancora con il cuscino caldo per colpa del sedere di qualcuno, preferiva stare in piedi.

Quando scendeva da un treno, afferrava le maniglie solo con due dita perchè temeva le infezioni. Sempre Raffaello, si faceva rapare i capelli dal barbiere locale, quasi a zero, soprattutto perchè secondo lui erano ricettacolo di polvere e di microbi vari, e quando decideva di farlo, il barbiere doveva servirsi di un rasoio personale, dedicato solo a lui. Raffaello non prestava mai neppure il suo giornale, sempre in preda al panico delle contaminazioni, Ma pensa Grazia…tutte queste precauzioni sono state prese inutilmente, a nulla sono servite, perchè colpito dalla Tisi è morto a 30anni!. Veniva spesso a magiare a casa mia, e io e Nino lo prendevamo in giro per le sue fobie, quante risate abbiamo fatto!. Una volta, c’era anche Paolo Poli, che arrivò da Roma a mezzanotte, era stanco e trafelato ma insieme a me, Raffaello e Nino, discutemmo di quel “problemino” di Paolo, si il solito, che ancora oggi fa sobbalzare i benpensanti sulla sedia!, ma per “quello,” i tempi non saranno mai maturi. E comunque ridemmo come matti”…

Maria Grazia Vannini

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