Home Politica Bassano in Teverina, caso Saltalamacchia, l’incredibile show inquisitorio del sindaco Romoli “giudice per autonomina”
Bassano in Teverina, caso Saltalamacchia, l’incredibile show inquisitorio del sindaco Romoli “giudice per autonomina”

Bassano in Teverina, caso Saltalamacchia, l’incredibile show inquisitorio del sindaco Romoli “giudice per autonomina”

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Quanto accaduto ieri al consiglio comunale di Bassano in Teverina era facilmente prevedibile. Dalle dichiarazioni rilasciate “a freddo” (dopo circa 7 ore la diffusione della notizia) dal sindaco Alessandro Romoli alla Signorina Grandi Firme per antonomasia del webgazzettino stra-local più letto dell’universo, era infatti già evidente l’infelice piega che avrebbe preso la brutta vicenda del proiettile ricevuto dal consigliere di opposizione Paola Saltalamacchia.

Riunito il consiglio comunale in seduta straordinaria, Romoli prima ha espresso al consigliere minacciato una solidarietà di maniera e poi ha perentoriamente preteso chiarimenti su alcune sue affermazioni. Citiamo le parole del sindaco, grande cultore di Boccasile ma soprattutto delle poltrone (oltreché sindaco, Romoli è infatti anche vicepresidente e assessore in Provincia), così come riportate in una cronaca di un vetusto e ormai spompato Signorino Grandi Firme. “Non ho chiesto e non voglio sapere nulla circa il suo episodio, per quello ci sono gli inquirenti. Le ho chiesto di precisare la sua dichiarazione, quali siano gli altri episodi spiacevoli, una dichiarazione di una gravità assoluta”.

“Non le devo alcun chiarimento”, ha replicato Paola Saltalamacchia. Ineccepibile: tutto quello che aveva da dire sulla vicenda, episodi spiacevoli inclusi, il consigliere l’ha raccontato agli inquirenti. Insoddisfatto della replica, il Signorino Grandi Poltrone, spalleggiato da un assessore, tale Stefano Abati, ha reiterato più volte la richiesta, ottenendo sempre la stessa risposta. In un crescendo più da rissa al bar dello sport che rossiniano, Romoli ha infine bollato come “falsa” la dichiarazione del consigliere, minacciando addirittura di adire le vie legali. Da parte sua il menzionato Abati, leggiamo in un’altra cronaca, ha tenuto a precisare che “Bassano in Teverina non è Corleone”.

Complimenti a Romoli & Co., tutto secondo copione, compresa quest’ultima affermazione. Prima le insinuazioni, poi uno strano e “informato” articolo di un’ex Signorina Grandi Firme apparso nella cronaca locale di un quotidiano romano (un giorno o l’altro ci piacerebbe conoscere nome, cognome e indirizzo di chi passa informazioni “in esclusiva” ad alcune testate, guarda caso sempre le stesse) e infine la demenziale apologia ad oltranza del buon nome del comune e la minaccia di querele (con un avvocato, ça va sans dire, pagato di tasca propria dal Signorino Grandi Poltrone e non dall’amministrazione comunale). Un modo davvero singolare di solidarizzare con un consigliere minacciato. La nostra domanda è sempre la stessa: ma il senatore Battistoni, il megadirettore galattico del webgazzettino stra-local più letto dell’universo e la mamma, Romoli lo mandano solo?

(Massimo Bellodi)

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