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Arcionello (e appalti?), ci pensa lo statista Romoli

Arcionello (e appalti?), ci pensa lo statista Romoli

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Lo statista uno e bino (sindaco di Bassano in Teverina e presidente dell’amministrazione provinciale) Alessandro Romoli ha deciso di lasciare ai posteri il ricordo imperituro della sua non proprio filiforme figura.

E che cosa c’è di meglio di una bella battaglia a difesa dell’ambiente, deve aver pensato questo politico di professione cresciuto a pane & Andreotti, per imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica?

Detto fatto. Lo statista uno e bino, che a marzo ha “indetto un tavolo tecnico per rilanciare la valle dell’Arcionello al quale hanno partecipato tantissimi soggetti tra privati, comitati, organizzazioni, enti, associazioni di categoria”, ora, nella sua veste “bina” di presidente dell’amministrazione provinciale, “ha deciso di lanciare un ambizioso e inclusivo progetto di riqualificazione della riserva naturale Valle dell’Arcionello, di cui la provincia è l’ente gestore. Si tratta di una grande area verde di 438 ettari che dal monte Palanzana si estende fin quasi a toccare le mura storiche della città di Viterbo e che presenta al suo interno boschi di castagni, querce, lecci, pareti in pietra vulcanica, sorgenti e corsi d’acqua che ospitano anfibi protetti dalla normativa comunitaria”.

E proprio per questo – si legge nel comunicato romoliano sfornato da un efficientissimo ufficio stampa – “la provincia intende promuovere per domenica 5 giugno un incontro e una passeggiata nel cuore della riserva alla quale sono invitati tutti i candidati sindaco e la cittadinanza”.

Colazione o pranzo al sacco a parte, consigliamo gli eventuali partecipanti a questa simpatica gita “fuori le mura” organizzata dal dinamico presidente di un ente inutile (non per lo stipendiato Romoli) e “abolito” di fornirsi di tutti i sieri possibili e immaginabili, da quello antivipera o quello antitetanica, e di fare bene attenzione a dove si mettono i piedi. Potrebbe infatti capitare di calpestare un preservativo usato, con tutti gli inconvenienti del caso, o di ritrovare infilzata nella scarpa una siringa con residui di eroina e sangue.

Prima di bestemmiare e aggredire Romoli, che se attaccato fa la voce grossa e tira fuori il Bud Spencer che è in lui (come ben sanno i consiglieri comunali di opposizione di Bassano in Teverina), ritornare con la memoria a venti anni fa, quando, senza sieri vari appresso e senza fare bene attenzione a dove mettere i piedi, avete visitato la Valle dell’Arcionello guidati dal “narratore di comunità” Antonello Ricci.

Vi ricordate sicuramente di quella grande battaglia che, grazie al comitato promosso dal “narratore di comunità”, impedì la “cementificazione” della Valle dell’Arcionello?

Così come vi ricordate sicuramente dell’allora consigliere regionale dem Giuseppe “Peppe” Parroncini, che propose una legge regionale per istituire la riserva naturale della Valle dell’Arcionello.

Sono passati appunto vent’anni e siamo ancora al “caro amico” e ad una Valle dell’Arcionello che è ancora e sempre la solita “serpara” dove appartarsi per consumare fugaci rapporti sessuali o per iniettarsi eroina.

Ora, però, alla Valle dell’Arcionello ci pensa lo statista uno e bino Alessandro Romoli.

Da parte nostra, aspettiamo con ansia di leggere nero su bianco le proposte romoliane riguardo alla Valle dell’Arcionello. Perché dietro tutto questo attivismo certamente c’è un progetto con tutti gli annessi e connessi. E dietro un progetto solitamente ci sono appalti e, in casi come questo, soldi pubblici da distribuire. Cherchez l’argent.

(Mario Correnti)

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