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Al voto, al voto! Da Supermario a Barellik

Al voto, al voto! Da Supermario a Barellik

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Mercoledì 20 luglio. A quanto sembra, da domani fino alla fine della settimana, ci aspettano giorni molti caldi. Ma non perché, a quanto sembra (tutto, ultimamente, sembra un po’ troppo), potrebbe cadere il governo quasi-tutti-insieme-rissosamente di Supermario Draghi. No. Anzi sì e no. O meglio, probabile. Anzi certo.

Perché se il clima politico è caldo, il clima inteso come condizioni metereologiche è ancora peggio. Allerta caldo, bollino rosso, state chiusi a casa con l’aria condizionata a palla, evitate di uscire nelle ore più calde del giorno, non leggete i roventi comunicati di Max Erbetti in Nori, bottigliette d’acqua e, per gli etilisti più inveterati, fiaschette di whisky e cognac saranno distribuite in piazza.

Ore 13,30. Pigiamo il telecomando della televisione. Ohibò, su Rai 3 non è in onda il consueto programma di storia condotto da Paolo Mieli. Al suo posto, diretta dal senato sulla crisi di governo. Cabaret della democrazia, sotto a chi tocca. Prima che la diretta ceda la linea ai tg regionali, un tizio di cui ci sfugge il nome, ma non l’incarico (capogruppo dei senatori della Lega Salvini Premier), recita un sarcastico de profundis per il governo non-più-quasi-tutti-insieme-rissosamente di Supermario Draghi.

Tg regionale, maccherone, m’hai provocato e io ti distruggo, insalatina scondita, frutta, caffè e pisolo. Quando il pisolo volge ormai alla sauna, collegamento con siti d’informazione meno autorevoli del celeberrimo webgazzettino viterbicolo, tipo Repubblica, Corrierone, Dagospia, Youporn, eccetera. Chiacchiere e noia. Cabaret della democrazia, si replica.

Frigo vuoto, urge spesa, ma prima vogliamo conoscere l’esito del voto di fiducia al governo non-ti-riconosco-più-Salvatore-della-Patria di Supermario Draghi. 95 voti a favore (Pd, Ipf, Iv, Leu e Autonomie), tutti gli altri non partecipano al voto (Lega Salvini e Forza Italia) o rimangono in aula ma non votano (Movimento 5 Stelle). Cabaret della democrazia, cala il sipario.

Al supermercato semivuoti gli scaffali dei gelati. Effetto della crisi o del caldo?

Giovedì 21 luglio. Mario Draghi, non più Super, si dimette. Il presidente della Repubblica fissa la data delle elezioni. Si voterà domenica 25 settembre. Siccità e bollini rossi permettendo. Cabaret della democrazia, la parola al popolo (bue?).

Venerdì 22 luglio. Polemiche e recriminazioni tra i partiti. Le dentiere ballano, i sondaggi pure. Mentre si ricostituiscono, si dividono o si paventano nuovi schieramenti, c’è chi ha capito tutto e non lo manda certo a dire.

Filippo Rossi, fondatore dell’indebitatissima Caffeina e leader, unico iscritto e militante della Buona Destra, opta “per una politica che non sia eterna guerra civile, fatta di propaganda continua, bensì realista, competente, coraggiosa. Perciò ho deciso di aderire ad Azione”. Non sorpreso dalla decisione del suo Duce e Mentore, Giacomo Barelli, segretario provinciale e unico iscritto di Azione, rispolvera il supereroico costume da Barellik. Cabaret della democrazia, si ricomincia.

(Enrico Potter)

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