Home Spettacoli Al cinema con cittapaese.it: torna nelle sale “Parasite” di Joon-ho Bong dopo la pioggia di Oscar ricevuti
Al cinema con cittapaese.it: torna nelle sale “Parasite” di Joon-ho Bong dopo la pioggia di Oscar ricevuti

Al cinema con cittapaese.it: torna nelle sale “Parasite” di Joon-ho Bong dopo la pioggia di Oscar ricevuti

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Da non perdere questo fine settimana, per chi non lo avesse gia’ visto. Parasite, di nuovo nelle sale cinematografiche grazie alla pioggia di Oscar ricevuti.

Miglior film, miglior film internazionale, miglior regia e migliore sceneggiatura originale.
Oscar meritatissimi, per un film davvero ben confezionato, originale e curato in ogni minimo dettaglio.
Immagini perfette, colori smaglianti, precise ricostruzioni di interni e analisi dettagliata di una societa’ allo sbando.
Sia la famiglia Kim, che vive in un tugurio, in un seminterrato sporco e invaso da insetti, che la famiglia Park ricchissima, che occupa una villa stupenda, immersa nel verde, ordinatissima, vivono un’ esistenza disperata.
Costretti i primi a vivere di espedienti, facendo i lavori più umili per sbarcare il lunario, disperati e sommersi dai fantasmi i secondi. Ingenui e smarriti.
La mancanza dei servizi sociali in “Parasite” e in “Joker” porta alla distruzione, genera morte.
I poveri sempre più poveri e disperati pronti a ricorrere a mille espedienti pur di sopravvivere.
Ma la povertà  non sorretta dalle istituzioni, privata della cultura, abbandonata a se stessa precipita nell’inferno.
E nell’ inferno vivono i Kim, in una  casa al di sotto del livello della strada, che ci ricorda l’inferno dantesco.
Come il bunker sotterraneo della casa dei Park, costruito per proteggersi da un’ ipotetica guerra che non arriverà’ mai, ci riporta ad un girone dell’inferno dantesco in cui vivono i violenti, costretti per la legge del contrappasso a perpetrare violenza in eterno.
Non basterà un telefonino di ultima generazione o bei vestiti firmati a nascondere le origini dei quattro protagonisti del film pronti a cambiare vita e a farsi sanguisughe della ricca famiglia Park, della quale una alla volta entreranno a far parte.
Prima il figlio in veste di insegnante d’ inglese della ragazza dei Park, poi la figlia come educatrice del bambino più’ piccolo, a seguire il padre come autista di famiglia e infine la madre come domestica.
E’ l’odore dei poveri che resta loro cucito addosso.” Quell’odore di straccio lavato” di cui si parla nel film, che sembra quasi sentirsi nell’aria: la mancanza d’ igiene che li contraddistingue .
Il tutto in contrasto con gli abiti bianchi della signora Park, con la loro casa perfetta, tirata a lucido, asettica, quasi priva di vita.
E’ esattamente la mancanza di vita reale che caratterizza la famiglia Park, che sembra quasi vivere in un’ altra dimensione, non terrena, ma fantastica, onirica.
La vita scivola loro addosso, si lasciano vivere e trascinare anche loro nell'”inferno” dei poveri.
Il denaro fatto in fretta, non sudato, genera morte anch’esso.
La tragedia non risparmierà’ nessuna classe sociale, non c’e’ scampo.
I poveri torneranno nell’ inferno a vivere per salvarsi, i ricchi moriranno o soffriranno atroci dolori.
Un film forte, di denuncia, con precisi riferimenti al cinema di Bunuel e con  bagni di sangue alla Tarantino, con descrizioni del proletariato che rimandano ai film di Pasolini.
Un film originale, un thriller, un horror, una commedia, difficilissima da codificare, un film unico, incredibile, con un ritmo frenetico.
Un inno alla fantasia che salverà’ il mondo:”un giorno papà’ diventerò’ ricco, comprerò’ la casa e ti salverò'”.
(rosella lisoni)
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