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Ai Consiglieri comunali di Roma  45% stipendio sindaco

Ai Consiglieri comunali di Roma 45% stipendio sindaco

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Aumenti in vista per gli stipendi dei consiglieri comunali di Roma. È stata approvata oggi in commissione congiunta Bilancio-Statuto, all’unanimità con 10 voti favorevoli, la proposta di delibera per “l’attuazione del regime dell’indennità di funzione” dei 48 eletti dell’aula. Prossima tappa il voto in Consiglio, dove però non dovrebbero esserci particolari sorprese. La proposta piace sia a sinistra che a destra e porta le firme bipartisan dei capigruppo: Valeria Baglio (Pd), Paolo Ciani (Demos), Nando Bonessio (Europa Verde), Giovanni Caudo (Roma Futura), Alessandro Luparelli (Sinistra civica ecologista), Simonetta Matone (Lega), Giorgio Trabucco (lista Gualtieri), Marco Di Stefano (Udc-Forza Italia) e Giovanni Quarzo (FdI). Ma vediamo i dettagli.

Con l’ok eventuale dell’atto in aula, che sarà un indirizzo rispetto al quale poi servirà un decreto del ministro dell’Interno per l’entrata in vigore, si stabilisce un’indennità universale di funzione per i consiglieri, pari al 45% di quanto corrisposto al sindaco. Uno stipendio fisso, alternativo al sistema dei gettoni di presenza. Quest’ultimo metodo oggi permette di arrivare a un tetto lordo massimo al mese per consigliere di 2.894 euro. Che potrebbe aumentare con la nuova norma fino a 5.210 euro, il 45% appunto degli 11.579 corrisposti mensilmente al primo cittadino. Si tratta di circa 2300 euro lordi in più. Una cifra, da calcolare al 50% per quei consiglieri che non vanno in aspettativa con il proprio lavoro, e che subirà detrazioni se non verrà garantito “un numero di presenze mensile pari a 20 tra sedute di Assemblea capitolina e commissioni consiliari”, con almeno il 60% dei consigli presenziati.

Le ragioni degli aumenti? “Non è altro che l’attuazione del decreto 156 del 2010” spiega a RomaToday il consigliere Andrea Alemanni che ha lavorato alla stesura della delibera. Il decreto a cui fa riferimento già afferma che in ragione della “complessità e specificità delle funzioni attribuite a Roma Capitale, e in considerazione della particolare rilevanza demografica, che i Consiglieri capitolini hanno diritto di percepire una indennità onnicomprensiva di funzione”. Non si tratterebbe quindi che del completamento di un iter normativo già avviato.

Il tutto considerando, argomentano i consiglieri, la responsabilità di governare una città che è un unicum, per ampiezza e competenze amministrative. “Trovo che sia un atto giusto – commenta la presidente della commissione Bilancio, la dem Giulia Tempesta – svolgere questo ruolo a pieno come viene richiesto dai cittadini, che ci chiamano giorno e notte, significa una mole di lavoro non indifferente.”Siamo chiamati ad amministrare una città che è un unicum in Europa con responsabilità enormi” commenta la consigliera leghista Simonetta Matone. “Se il consigliere comunale lo si fa in maniera è un’attività totalizzante”.

Senza contare, sottolinea Alemanni, che “non siamo coperti da assicurazione per le responsabilità amministrative che comporta, ad esempio, votare un bilancio comunale che di fatto è una finanziaria dello Stato. Ce la paghiamo per conto nostro”. Gli oneri assistenziali, previdenziali e assicurativi nonché il rimborso della quota annuale di accantonamento per l’indennità di fine rapporto sarebbero invece calcolati a parte e a carico di Roma Capitale con la nuova delibera.

Sempre Alemanni spiega poi perché la nuova normativa potrebbe addirittura rappresentare un risparmio per i conti del Campidoglio: “Con il sistema dei gettoni di presenza, il Comune è chiamato a corrispondere ai privati lo stipendio del consigliere relativo ai momenti in cui è richiesta la sua presenza istituzionale, consigli e commissioni appunto. Una cifra che non è mai prevedibile e che dipende appunto dai singoli lavori di ognuno. Aspetto che sparisce con l’indennità di funzione”.  (ginevra nozzili/romatoday.it).

 

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