Home Cronaca 8 marzo, violenza sulle donne, in Tuscia in un anno 250 denunce e 30 audizioni protette
8 marzo,  violenza sulle donne, in Tuscia in un anno 250 denunce e 30 audizioni protette

8 marzo, violenza sulle donne, in Tuscia in un anno 250 denunce e 30 audizioni protette

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Nel giorno della Festa della donna, nel rimarcare come negli ultimi anni il territorio viterbese abbia visto intensificarsi la rete di servizi specifici per le donne vittime di violenza (in primis le forze dell’ordine, i servizi sociali, l’Asl ed il sistema ospedaliero, i centri antiviolenza, le case rifugio ed il mondo associativo che insieme provano a costruire un percorso di aiuto e sostegno nel tempo), il colonnello Andrea Antonazzo per il comando provinciale dei carabinieri di Viterbo, l’avvocato Rosita Ponticiello per la camera civile di Viterbo, Wanda Selva per la Fidapa e Giovanna Verrico per il Soroptimist Club fanno sapere che dall’inizio del 2020 a oggi sono state effettuate oltre trenta audizioni protette di donne vittime di violenza all’interno della struttura “Una stanza tutta per sé”.

Si tratta di un ambiente protetto (creato con la collaborazione dell’associazione Soroptimist International Club di Viterbo nell’ambito di un progetto a livello nazionale) “gradevole e confortevole che contribuisca ad instaurare un legame di fiducia tale da poter progettare un percorso di protezione e reinserimento sociale attraverso dinamiche di collaborazione con tutta la rete territoriale che ruota intorno all’attività”.

Sempre nel periodo tra inizio 2020 e oggi, aggiungono i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, “abbiamo dovuto registrare un aumento dei reati di violenza contro le donne, tanto che sono stati segnalati all’autorità giudiziaria ben 250 reati che rientrano nel concetto di violenza di genere, arrestando in flagranza di reato 22 persone e sottoponendo altre 55 persone a diverse misure cautelari (divieto di avvicinamento, arresti domiciliari, custodia cautelare in carcere)”.  Numerose sono inoltre le iniziative di prevenzione come il concorso annuale bandito dalla Fidapa di Viterbo per le scuole secondariedal titolo RispettiAMOci”. “La richiesta di aiuto, spesso, non è facilmente intuibile ed occorre avere gli strumenti per decodificarla e farla emergere, ciò diventa ancora più complicato in questo momento storico devastato dalla pandemia che costringe molte donne a condividere l’ambiente domestico con il maltrattante. (…) Occorrono strategie di intervento che tengano conto della necessità della donna di non sentirsi sola, di riuscire a rielaborare il proprio vissuto, dei suoi bisogni anche economici, di sentirsi al sicuro e protetta”. (https://corrierediviterbo.corr.it/

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